CONCORSO FOTOGRAFICO NATIONAL GEOGRAPHIC 2009

Ragazzi, cogliete l’attimo
di Guglielmo Pepe, Direttore National Geographic Italia
Come sappiamo ormai da decenni, la fotografia è una componente fondamentale della nostra cultura, della nostra società, della nostra vita. Negli ultimi tempi poi, con la rivoluzione internet e con l’avvento dei telefoni cellulari, questo modo di comunicare ha superato i confini tradizionali del tempo e dello spazio. Oggi, nel mondo, più di un miliardo di persone comunica attraverso la fotografia. Diciamo che dal punto di vista dell’apprendimento, forse la cosa più semplice che ci sia è proprio scattare una fotografia. Per leggere, devi imparare a farlo; per scrivere, la stessa cosa; per una foto, basta un clic. L’avvento del digitale poi, ha semplificato tutto. La messa a fuoco, l’uso dello zoom, la regolazione della luce, nelle “macchine” di ultima generazione vanno spesso in automatico. E se il risultato è mediocre, cancelli, butti nel cestino e ricominci, scatti di nuovo finché non sei felice di quel che sei riuscito a fare.
L’ “esplosione” della fotografia ha alimentato un interesse, una passione imprevedibili finora. E in tutto il Pianeta. E soprattutto tra le giovani generazioni. Lo vediamo quando noi di National Geographic Italia organizziamo le mostre fotografiche: decine e decine di migliaia di persone, in larghissima parte ragazzi e ragazze, che visitano l’esposizione per poter vedere, non solo sulla rivista, non solo su internet, le immagini scattate dai grandi fotografi della Society. Sappiamo che il sogno di molti è quello di avvicinarsi, il più possibile, a questi professionisti, che rappresentano un’élite (senza essere elitari) della fotografia. Perciò, ormai siamo al quarto anno, promuoviamo il concorso fotografico: per dare l’occasione, a tutti, di potersi misurare con la Fotografia con la maiuscola. Sapendo che chi vincerà qui, in Italia, avrà la possibilità di partecipare al gran finale, alla “gara” mondiale che porterà i vincitori a Washington.
Ma in questa edizione c’è una novità, della quale sono particolarmente felice: potranno partecipare anche i minorenni, i ragazzi e le ragazze tra i 15 e i 18 anni.
Nel passato ho ricevuto tantissime lettere di teenagers, che si lamentavano per la loro esclusione. Adesso la barriera dell’età è stata abbattuta. Perciò invito gli adulti ad acquistare la rivista (per partecipare è necessario il coupon contenuto nel magazine) e a regalarla a figli, nipoti, giovani amici: a 15 anni forse non si hanno i soldi per comprare il nostro magazine. Chi è più grande, con una modica cifra, può fare un “omaggio” che sarà sicuramente gradito. Nella vita è importante cogliere anche gli attimi: il nostro concorso è uno di quegli attimi, che non va perduto.
Il coupon di partecipazione lo trovate sui numeri di giugno, luglio e agosto di National Geographic.
Il regolamento del concorso lo trovate qui
La liberatoria per il soggetto fotografato la trovate qui
La liberatoria per il soggetto fotografato (categoria Senior) la trovate qui
Per ulteriori informazioni: www.nationalgeographic.it
12 commenti »
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Più che un commento è una richiesta d’informazioni.
Come abbonato vorrei partecipare al concorso, ma penso che,
nell’eventuale fortunatissimo evento di essere premiato, non
potrei partecipare al corso di Scuola di Fotografia per vari
motivi:
L’età (non sono più un giovanissimo: 74 anni) ed ho vari problemi personali che mi impedirebbero di viaggiare su Milano.
Però di belle foto ce ne avrei un sacco!
Allora ecco la mia domanda: C’è una possibilità alternativa?
Ringrazio di cure e saluto.
B.S.
Carissimo Sandro,
leggendo il suo commento mi sono attivato per richiedere delucidazioni alla redazione di NATIONAL GEOGRAPHIC, visto che, all’uopo, questo è un blog di informazione e formazione fotografica.
Di fatto mi limito a rendere pubbliche le notizie che reputo interessanti e diffonderle in rete.
Appena avrò una risposta da parte della redazione sarà mia cura comunicarle per tempo la risposta al quesito.
Cordialmente
Angelo
Salve, anche io vorrei un chiarimento: la mia foto ha per soggetto una persona a cui dovrei chiedere la liberatoria, ma è di un paese in via di sviluppo, dovrei tradurla in inglese, spedirgliela e farmela rispedire. E’ disponibile un modulo in lingua inglese?
Grazie!
Fiorella
Grazie a questo blog sono riuscita ad trovare la liberatoria per il concorso foto del Natinal Geographic. Apprezzo le lodi al Natinal G e linvito a diffondere il mensile tra i più giovani, avremo una gioventù più interessata al bello alla cultura alla natura e meno interessata alle stupidaggini che sono tanto diffuse tra i giovanissimi e non.
BRAVI!
Grazia
Chi vuole può guardare il mio sito che contiene delle foto piuttosto belle e tante info deidcate soprattutto alle donne
Grazie dei complimenti Grazia, metto sempre il cuore nella scelta sei contenuti del blog.
Passa quando vuoi e se hai bisogno di qualcosa nello specifico non esitare a contattarmi.
ciao Fiorella, il soggetto ritratto deve essere sempre messo al corrente dell’utilizzo dell’immagine, sia esso di qualsivoglia nazione o appartenenza etnica. Se l’immagine è utilizzata a scopo di lucro deve essere corredata da liberatoria. Nel caso di un concorso a premi l’immagine viene considerata come “scopo di lucro”. I moduli di liberatoria in realtà non sono standard, devono solo contenere ciò per cui viene utilizzata l’immagine e quindi mettere al corrente del soggetto dell’utilizzo della sua immagine.
Puoi trovare nei link del mio blog degli esempi di liberaorie o semplicemente cercarle su internet.
Ciao,
ma le stampe delle foto in che dimensioni vanno inviate? Non mi pare che sia stato specificato…
Ast
non ci sono limiti di grandezza, ma lo standard utilizzato di solito per concorsi fotografici riconosciuti dalla FIAF il lato più lungo dell’immagine deve essere 30cm. Puoi trovare gli standard regolamentari dei concorsi sul sito della FIAF (il link lo trovi sulla home del blog).
salve
anche io avrei il problema delle liberatorie, le foto che vorrei inviare per il concorso sono state scattate in Tanzania in un villaggio circa due anni fa, le altre in Etiopia a Lalibella a gennaio di quest’anno, ma in entrambi i casi se anche l’avessi voluto richiedere avrei incontrato serie difficoltà ad ottenere un liberatoria da parte di bambini o di adulti che non conoscevano altra lingua se non il loro dialetto. Io le foto (peraltro di soggetti in posa quindi consenzienti almeno per quanto riguarda lo scatto) vorrei spedirle lo stesso, ma non so se questa norma sia in qualche modo superabile. saluti Alex
Il problema delle liberatorie, in Italia, è un problema vecchio.
Il fatto che il soggetto guardi direttamente in camera è si un indice di consenso, ma solo se fatto in luoghi privati, dove preventivamente si è stati avvisati della possibilità di essere ripresi, altrimenti, in luogo pubblico, non rappresenta una liberatoria.
Esempio: se scatto una foto in un club, dove ho preventivamente affisso dei cartelli che avvisano di riprese fotografiche e video, il pagamento della quota d’ingresso, prevede che ci sia il consenso a farsi riprendere.
Salve,
interessante il suo blog.
Avrei un interessante quesito,
le foto fatte durante eventi sportivi hanno necessita’ di liberatoria, vale sia per il publico i giudici e gli atleti?
Grazie
Boris Pennisi
Boris, per la questione delle liberatore restiamo sempre nell’ordine di “chi fa cosa e perché” e ti spiego meglio.
La fotografia si divide in “uso personale e “scopo di lucro” e le due voci a loro volta si dividono comunque in “luogo pubblico” e “luogo privato”. Entrambe sono da considerarsi nell’ambito della motivazione, per inciso: “se sei li come fotografo ufficiale e sei ad una manifestazione sportiva o non, autorizzato dall’ente promotore ed in un contesto dove il pubblico, attleti e quantaltro sono stati preventivamente avvisati di riprese foto e cine, allora in quel caso non hai bisogno di liberatoria” ma attenzione, comunque non a scopo di lucro. ogni cosa che prevede “lucro” ha bisogno della preventiva autorizzazione del soggetto ritratto.
Nel caso di spazio privato, avvisato preventivamente e diretto in camera, “è un soggetto consensiente”.