13 Fotografie che hanno cambiato il Mondo
In genere le fotografie riescono ad esprimere l’equivalente di 1000 parole, ma solo alcune riescono nell’intento di colpire e galvanizzare l’intera società. Le seguenti fotografie hanno saputo esprimere cosi bene il loro contenuto, tanto che il mondo intero si è fermato, ne è rimasto profondamente colpito, e da allora niente è stato più lo stesso.
1. La fotografia che ha portato alla ribalta il foto-giornalismo:
“Omaha Beach, Normandia, Francia”
Robert Capa, 1944

“Se le vostre foto non sono abbastanza buone,” era solito affermare il reporter di guerra Robert Capa, “è perchè non siete abbastanza vicino.” Parole che fanno pensare alla morte, certo, ma Robert sapeva il fatto suo. I suoi scatti più memorabili vennero effettuati la mattina del D-Day, il 6 Giugno 1944, quando sbarcò assieme alla prima ondata di soldati, nella spiaggia di Omaha.
2. La fotografia icona della Grande Depressione:
“Migrant Mother”
Dorothea Lange, 1936

Secondo molti, Florence Owens Thompson è l’icona della Grande Depressione, grazie alla leggendaria e bravissima Dorothea Lange. La Lange scattò l’immagine durante una visita ad un campo di raccolta di ortaggi in California nel Febbraio 1936, e mentre lo faceva, rese al meglio la resistenza di un’orgogliosa nazione che si trovava nel bel mezzo di una crisi mai vista prima.
3. La fotografia che portò il campo di battaglia nelle case di tutti:
“Federal Dead on the Field of Battle of First Day, Gettysburg, Pennsylvania”
Mathew Brady, 1863

Nonostante fosse stato uno dei primi reporter di guerra al mondo, Mathew Brady non cominciò la sua carriera nel bel mezzo dell’azione, come si potrebbe pensare. Un famoso dagherrotipo ed un distinto e rispettato gentiluomo, Brady era conosciuto per i suoi ritratti di persone famose come Abraham Lincoln e Robert E. Lee. In altre parole, si trattava di un grande fotografo in mezzo alle trincee.
4. La fotografia che pose fine alla guerra ma che portò via anche una vita:
“Murder of a Vietcong by Saigon Police Chief”
Eddie Adams, 1968

“I fotografi rimangono la più potente arma esistente al mondo,” scrisse una volta il reporter di Associated Press Eddie Adams. Una frase propriamente fatta per Adams, perchè la sua foto del 1968 che ritraeva un ufficiale nell’atto di sparare in testa ad un prigioniero di punto in bianco non solo gli fece vincere un Premio Pulitzer nel 1969, ma modificò gli atteggiamenti degli americani nei confronti della guerra in Vietnam.
5. La fotografia che non è cosi romantica come si potrebbe pensare:
“V-J Day, Times Square, 1945″, a.k.a. “The Kiss”
Alfred Eisenstaedt, 1945

Il 14 Agosto 1945, la notizia della resa del Giappone venne annunciata negli Stati Uniti, segnando così la fine della Seconda Guerra Mondiale. Celebrazioni impazzite avvenivano nelle strade, ma forse nessuno era più sollevato delle persone in uniforme. Benchè molti di essi fossero appena rientrati dopo aver conseguito delle vittorie in Europa, dovevano affrontare la prospettiva di essere richiamati ancora una volta, stavolta nel sanguinario Oceano Pacifico.
6. La fotografia che distrusse un’industria:
“Hindenburg”
Murray Becker, 1937

Dimenticatevi il Titanic, la Lusitania, e lo spiacevole incidente di Cernobyl. Grazie al potere delle immagini, l’esplosione dell’Hindenburg avvenuta il 6 Maggio 1937, reclama lo spiacevole onore di essere il più grande disastro del 20esimo secolo.
7. La fotografia che salvò il pianeta:
“The Tetons – Snake River”
Ansel Adams, 1942

Alcuni ritengono di poter dividere la fotografia in due periodi: prima di Adams e Dopo Adams.
La fotografia non era proprio considerata una forma di arte. I fotografi cercavano di rendere le loro fotografie più artistiche sottoponendo i propri soggetti ad ogni sorta di manipolazione estrema; poi arrivò Ansel Adams, egli fu di aiuto per tutti gli appassionati fotografi di tutto il mondo poichè fece loro superare il complesso di inferiorità che era proprio dei fotografi di quel tempo.
La passione di Adams per i paesaggi non era limitata a ciò che egli vedeva attraverso le sue lenti. Nel 1936 egli portò le sue foto a Washington e fece in modo che il King Canyon in California venisse preservato e salvato. Ebbe successo nel suo intento e il King Canyon venne dichiarato parco nazionale.
8. La fotografia che tenne per sempre vivo il ricordo di Che Guevara:
“The Corpse of Che Guevara”
Freddy Alborta, 1967

Delinquente sociopatico? Luminario socialista? Oppure come l’esistenzialista Jean-Paul Sartre lo chiamava, “il più completo essere umano della nostra era”? Qualsiasi cosa crediate, non è in discussione il fatto che Ernesto “Che” Guevara sia diventato il santo patrono dei rivoluzionari. Indubbiamente, è un mitico uomo – una sua rappresentazione che persiste ancora oggi per come egli visse, piuttosto di come egli morì.
9. La fotografia che permise al Genio di dare di sè un’espressione umoristica:
“Einstein with his Tongue Out”
Arthur Sasse, 1951

Potete apprezzare o meno questo memorabile ritratto, ma è giusto chiedersi: “E’ veramente riuscito a cambiare la storia?”. Ne siamo sicuri, ci è veramente riuscito. Mentre Einstein certamente ha cambiato la storia con i suoi contributi alla fisica nucleare ed alla meccanica quantistica, questa foto ha cambiato il modo in cui la storia considerava Einstein. Rendendo più “umano” un uomo conosciuto principalmente per la sua intelligenza, questa fotografia è la ragione per cui il nome di Einstein è diventato sinonimo non solo di “genio”, ma anche di “genio fuori dal comune”.
10. La fotografia che rese reale il surreale:
“Dalí Atomicus”
Philippe Halsman, 1948

Philippe Halsman è molto probabilmente l’unico fotografo ad aver fatto carriera scattando fotografie di persone mentre saltano. Egli sostiene che l’atto del saltare rivela la vera natura dei suoi soggetti, e guardando al suo più famoso salto, “Dalí Atomicus,” è veramente difficile non essere d’accordo.
11. La fotografia-Menzogna:
“Loch Ness Monster” a.k.a. “The Surgeon’s Photo”
Ian Wetherell, 1934

Questa foto venne scattata nell’Aprile del 1934, in seguito a questa data il turismo locale raggiunse livelli inimmaginabili, arrivando a conseguire introiti per milioni di dollari ogni anno.
La “festa” ebbe fine nel 1994, quando un documentario pubblicato disse che Christian Spurling aveva ammesso di aver falsificato la foto. Secondo la dichiarazione resa da Spurling, il suo patrigno, Marmaduke Wetherell, era stato fondamentale per la riuscita della foto ed era stato assunto dal London’s Daily Mail con il compito di provare l’esistenza dell’animale.
12. La fotografia che per poco non è mancata:
“Gandhi at his Spinning Wheel”
Margaret Bourke-White, 1946

Questa è molto probabilmente una delle ultime immagini che ritraggono il Mahatma Gandi, poichè 2 anni in seguito a questo scatto, egli è stato assassinato. Lo scatto è di Margaret Bourke-White.
13. La fotografia previsione del futuro:
“Le Violon d’Ingres”
Man Ray, 1924

Prima dell’arrivo di Photoshop, c’era Man Ray. Uno dei più originali fotografi al mondo, Ray era uno sperimentatore instancabile. Infatti, il suo lavoro era cosi innovativo che non dava tanta importanza alla posizione della camera, e creava le sue surreali “Rayografie” interamente nella stanza oscura.
Before there was photoshop, there was Man Ray. One of the world’s most original photographers, Ray was tireless experimenter. In fact, his work was so inventive that he eventually left the camera behind altogether, creating his surreal “Rayographs” entirely in the darkroom.
fonte:
http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=4024089948e9d6cb
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