Angelo Ferrillo Photo Blog

mostre, eventi e tutto quanto riguarda la FOTOGRAFIA

THE 2009 VICE MAGAZINE PHOTO EXHIBITION

vice magazine photo exhibition

THE 2009 VICE MAGAZINE PHOTO EXHIBITION
Dal 30 ottobre al 30 novembre 2009

RICHARD KERN
PHILIPPE GERLACH
PETER SUTHERLAND
TIM BARBER
DANA GOLDSTEIN
MARTYNKA WAWRZYNIAK
JAMIE TAETE
MAGGIE LEE

VERNICE: VENERDÌ 30 OTTOBRE 2009
Vice Gallery, Via Giacomo Watt, 32 – 20143 – Milano

www.viceland.com

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vice photo exhibition flyer

22 Ottobre, 2009 Pubblicato da Angelo Ferrillo | cultura, esposizioni, fotografia, informazione, mostre, news, notizie | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Ancora nessun commento.

Steve McCurry – Sud-Est

Steve McCurry

Milano – 11 novembre 2009 – 31 gennaio 2010

Steve McCurry (Philadelphia, 1950), uno dei grandi maestri della fotografia del nostro secolo, giunge a Palazzo della Ragione, nel cuore di Milano, dall’11 novembre 2009 al 31 gennaio 2010, con una mostra unica nel suo genere, dedicata ai 30 anni più intensi della sua carriera.

La mostra – promossa dal Comune di Milano, prodotta da Palazzo Reale e Civita, ideata e curata da Tanja Solci – propone un’eccezionale raccolta di quasi 200 scatti che accompagnano il visitatore in un racconto, che si snoda in un percorso dove volti, colori, paesaggi e luci, pervasi da una magica atmosfera, segnano l’identità di paesi come l’Afghanistan, l’India, il Tibet, la Birmania, colti attraverso l’obiettivo di uno dei maestri del fotogiornalismo, premiato già due volte con il World Press Photo Awards, il premio Nobel della fotografia.

Nata e pensata per Milano, da un team interamente milanese, la mostra è la narrazione del viaggio silenzioso che Steve McCurry ha più volte intrapreso nel Sud e nell’Est del mondo – da qui il titolo – dove si è trasformato in osservatore per renderci testimoni di luoghi che sembrano non incrociare il nostro sguardo.

“La sequenza di immagini presentata nella mostra SUD-EST – afferma Steve McCurry – evoca l’ampio mosaico dell’esperienza umana e i miei incontri casuali con sagome e ombre, acqua e luce. Ho voluto trasmettere al visitatore il senso viscerale della bellezza e della meraviglia che ho trovato di fronte a me, durante i miei viaggi, quando la sorpresa dell’essere estraneo si mescola alla gioia della familiarità”.

“Con questa prima grande personale di Steve McCurry abbiamo voluto offrire uno schermo per una storia, una scena per un racconto per accogliere gli sguardi e i volti di una trentennale carriera d’artista votata alla bellezza e all’impegno – spiega l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Massimiliano Finazzer Flory – Attraverso un viaggio reale e uno simbolico possiamo cogliere negli scatti profondi, drammatici, ma anche liberatori e intrisi di sorrisi e silenzi, lo specchio dell’anima sia di un’infanzia rubata, sia di quella poetica tragicità che ha accompagnato la storia dei popoli che vivono a Sud-Est. Un invito a riflettere sull’Altro, sul senso di appartenenza, identità e accoglienza fra le culture e le civiltà. Continua così a Palazzo della Ragione un affascinante percorso incentrato sull’arte della fotografia”.

“Ho voluto mettere in scena l’anima di un grande artista – dichiara Tanja Solci – che nel suo percorso creativo e professionale ha avuto la straordinaria capacità di entrare ed uscire dalla tragedia della guerra, uno scatto diventa simbolo di un momento storico, un ritratto acquista la forza di un’icona sacra. E se per un istante fossero i protagonisti di queste immagini a guardare noi?”

Le 200 fotografie rompono il tradizionale rapporto frontale con il visitatore. Il suggestivo allestimento di Peter Bottazzi propone metaforici rami di alberi in un’installazione appositamente pensata per Palazzo della Ragione. Uno spazio unico nel centro di Milano, sede del Comune dedicata alle mostre fotografiche. Ragazze afgane, monaci, bambini tibetani si animano in una fitta foresta dove tutto è sospeso. Si potrà camminare e immergersi nel mondo del fotografo americano fino a quasi a sentire i rumori e gli odori del luoghi rappresentati. Si diventa scorci di realtà, mescolandosi alla bellezza del racconto fotografico e del mondo incontrato da McCurry.

Il percorso espositivo di SUD-EST si compone di sei sezioni.

Prima sezione: Portraits. Lo spettatore entra e incontra immediatamente la bellezza, l’eleganza, la dignità dei ritratti di McCurry. Lo spettatore viene proiettato subito nella relazione con ”l’altro”, con la persona nel senso più assoluto del termine: McCurry ha sempre sottolineato il valore imprescindibile che ha per lui la dignità della persona umana.

Seconda sezione: Silence and travel. Tema portante della sezione è il viaggio attraverso le culture e il silenzio. Le fotografie di McCurry rappresentano persone in preghiera, scenari di silenzio. Lo spettatore segue e vive insieme all’artista non solo i suoi viaggi fisici nei differenti paesi che egli ha percorso ma anche lo stupore di fronte al rapporto dell’essere umano con l’Assoluto.

Terza sezione: War. Proprio tornando da un viaggio in Tibet, era il 10 settembre 2001, Steve McCurry assiste il giorno dopo, dalla finestra del suo studio di New York, alla distruzione delle Torri Gemelle. Un passaggio improvviso e scioccante: dal silenzio del viaggio insieme al Dalai Lama alla scena del crollo delle torri. Le sue fotografie sono vicine ad altre fotografie, che raccontano anch’esse la guerra, la tragedia, il dramma dell’umanità contro l’umanità. Non c’è nessuna retorica in questa sezione. La tragedia è colma di “poesia”, il dolore viene trasfigurato dall’armonia delle immagini. Questo albero è il cuore della mostra. Bellezza e tragedia si intrecciano, comunicando il mistero della condizione umana sulla terra.

Quarta sezione: Joy and life. È l’uscita dalla guerra. Le fotografie di McCurry immortalano scenari di allegria, intensità di colori, vita che scorre e fluisce. Anche qui non vi è retorica. La bellezza è bellezza poetica, come se l’interruzione della guerra non avesse potuto incidere sull’essenza della vita nei suoi strati più profondi e nei suoi gesti quotidiani.

Quinta sezione: Children. La quinta sezione riporta lo spettatore a riflettere su uno dei temi più drammatici della storia dell’umanità: lo sfruttamento dei bambini, che vede nei bambini soldato l’apice della sua rappresentazione.

La sezione indica anche che forse non può esistere autentica gioia senza piena consapevolezza del dolore. Le fotografie di bambini costretti a rinunciare alla propria infanzia sono penetranti: dallo stupore alla paura, dalla solitudine alla necessità di assumere uno sguardo adulto, innaturale.

L’impianto della mostra si conclude con la sezione dal titolo Beauty. Qui s’incontrano tre immagini, una delle quali è il celebre scatto della bambina afgana dagli occhi verdi, diventata ormai un’icona della fotografia contemporanea. Le altre due sono anch’essi ritratti (una studentessa afgana con i libri in mano e una ragazza pakistana con uno scialle verde), che per il curatore testimoniano altre due icone femminili del nostro tempo attraverso l’opera di McCurry.

Nel percorso saranno presentate tre ulteriori sezioni fotografiche, costruite come “cortometraggi”, con una fila ininterrotta di fotografie che compongo tre diverse storie: Monsoni, Aids, Ritratti.

L’esposizione si avvale della preziosa partecipazione di Arnoldo Mosca Mondadori per l’elaborazione dei contenuti, di Stefano Senardi che ha seguito la costruzione della mostra fin dalla sua origine, Roberto Da Pozzo per la progettazione grafica e di Biba Giacchetti che con la sua agenzia SudEst57 segue le relazioni del fotografo in Italia. Sud-Est, il titolo della mostra è un omaggio allo stretto legame che McCurry ha con questa parte del mondo e con la sua agenzia italiana.


Steve McCurry. Note biografiche

Nato a Philadelphia nel 1950, Steve McCurry studia cinema e storia alla Pennsylvania State University. Inizialmente pensava di dedicarsi alla realizzazione di documentari, ma comincia ben presto a collaborare come fotografo con un giornale locale. Dopo tre anni decide di recarsi in India per qualche mese e comporre il suo primo vero portfolio con immagini di questo viaggio. Si ferma invece due anni e, dopo la pubblicazione del suo primo lavoro importante sull’Afghanistan, collabora con alcune delle riviste più prestigiose: Time, Life, Newsweek, Geo e il National Geographic. Inviato su mille fronti di guerra, da Beirut alla Cambogia, dal Kuwait all’ex Jugoslavia, all’Afghanistan, Steve McCurry si è sempre spinto in prima linea rischiando la vita pur di testimoniare gli effetti e le conseguenze dei conflitti in tutto il mondo. Membro dell’agenzia Magnum dal 1985, vincitore molti premi fotogiornalistici (tra cui alcuni World Press Photo Awards) autore del celeberrimo reportage sulla ragazza divenuta icona del conflitto afghano sulle pagine del National Geographic nel mondo, Steve McCurry è uno dei maestri contemporanei del fotogiornalismo. Ogni suo ritratto racchiude un complesso universo di esperienze, storie, emozioni, dolori, paure, speranze. «Ho imparato a essere paziente. Se aspetti abbastanza, le persone dimenticano la macchina fotografica e la loro anima comincia a librarsi verso di te», spiega McCurry. Veterano di National Geographic, sempre in viaggio, più facilmente in qualche parte dell’Asia che non in America, Steve McCurry ha fatto del viaggiare una sua dimensione di vita: «Perché già il solo viaggiare e approfondire la conoscenza di culture diverse, mi procura gioia e mi dà una carica inesauribile».

PALAZZO DELLA RAGIONE
Piazza Dei Mercanti 1 (20123)
+39 0552395252

orario: Da martedì a domenica h 9.30 – 19.30 Giovedì h 9.30 – 22.30
Lunedì h 14.30 – 19.30 La biglietteria chiude un’ora prima
(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: € 8,00 intero
€ 6,50 ridotto under 18 e over 65,
gruppi di minimo 15 – massimo 25 persone,
titolari di coupon e convenzioni
€ 3,00 ridotto speciale scuole
Gratuito per minori di 6 anni,
un accompagnatore per gruppo, due insegnanti accompagnatori per classe, giornalisti, disabili e accompagnatore

vernissage: 11 novembre 2009.
ufficio stampa: CLP, CIVITA
curatori: Tanja Solci
patrocini: promossa dal Comune di Milano, prodotta da Palazzo Reale e Civita

18 Ottobre, 2009 Pubblicato da Angelo Ferrillo | cultura, esposizioni, fotografia, informazione, mostre, news, notizie | , , , , , , , , , , , | 1 Commento

FOTOGRAFICA09 Milano

Fotografica09

Dopo il grande successo riscosso dalle precedenti edizioni, Canon è lieta di annunciare l’edizione 2009 dell’evento ‘Fotografica. La settimana Canon della fotografia e del video” che avrà luogo dal 26 novembre al 29 novembre 2009 a Milano presso FORMA, Centro Internazionale di Fotografia.

Fotografica è un evento dedicato a chi ama la fotografia e il video. E’ un luogo di incontro, di scambio di idee e di informazioni. Non solamente prodotti ma soprattutto immagini, tendenze, stili, cultura e arte. Fotografi, fotoamatori, appassionati di video, studenti o semplici curiosi avranno libero accesso a tutte le iniziative che si concentreranno presso il Centro Forma di Milano, sede irrinunciabile per l’esposizione della fotografia di qualità.

INGRESSO LIBERO A TUTTE LE INIZIATIVE DI FOTOGRAFICA
L’iscrizione è richiesta solo per le attività di lettura portfolio.

INCONTRI CON FOTOGRAFI
tavole rotonde e dibattiti affrontati e interpretati da importanti nomi della fotografia

MOSTRE FOTOGRAFICHE
in esposizione per l’intera durata della manifestazione

EOS DISCOVERY
ciclo di seminari gratuiti per scoprire il mondo EOS e migliorare la propria tecnica fotografica

AREA PRODOTTI
l’occasione in cui provare e testare le ultime novità Canon

LETTURA PORTFOLIO
noti critici saranno a disposizione per visionare individualmente lavori fotografici

SEMINARI E WORKSHOP
approfondimenti di temi relativi a scatto, elaborazione, stampa e video

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Gli appuntamenti
Dal 26 al 29 novembre 2009 a Milano presso FORMA, Centro Internazionale di Fotografia,
si svolgerà la terza edizione di ‘Fotografica. La settimana Canon della fotografia’.

CENTRO FORMA

Piazza Tito Lucrezio Caro, 1
www.formafoto.it

SEDI SATELLITE
Spazio Custodi
Viale Custodi, 6

mc2gallery
Viale Col di lana, 8 (4°cortile)

Istituto Tecnico Industriale Statale G. Feltrinelli
Piazza Tito Lucrezio Caro, 8

Orari
26 e 27 novembre h. 18.00-22.00
28 e 29 novembre h. 10.00-22.00

Come arrivare
Tram: 3, 9, 15, 29, 30
Bus: 59, 79
Filobus: 90, 91
Metropolitana: Linea Verde, Porta Genova

Per tutte le informazioni, calendario completo, iniziative e quant’altro, visitate il sito internet Fotografica09

10 Ottobre, 2009 Pubblicato da Angelo Ferrillo | Didattica, corsi, cultura, esposizioni, fotografia, informazione, iniziative, mostre, news, notizie | , , , , , , , , , , , | Ancora nessun commento.

E’ morto Irving Penn

Irving Penn

29 minuti fa si leggeva questa notizia:
“NEW YORK — Famed fashion and celebrity photographer Irving Penn has died at age 92.
His death Wednesday was announced by his photo assistant Roger Krueger.
Penn was known for images that revealed a taste for stark simplicity — whether he was shooting celebrity portraits, fashion, still life or remote places of the world.
His career began in the 1940s as a fashion photographer for Vogue. He left the magazine in 1944 to join the military, but returned to Vogue in 1946, taking travel assignments in addition to his fashion work.
In the 1950s, Penn moved into portraiture. He photographed both famous and ordinary people.”

Una notizia che lascia senza parole. Una notizia che lascia sicuramente un vuoto, che le parole non colmano.

L’ultima volta che ho visto le sue foto esposte è stato alla mostra EXTREME BEAUTY di Vogue America al Palazzo della Ragione a Milano. Uno schiaffo alla sua arte con una istallazione priva di rispetto. Chi ha letto la mia recenzione su questo blog sa di cosa parlo. Ma spendere parole per questo ora è inutile.

Ci ha lasciati alla giovanissima età di 92 anni portando coin se tutto ciò che la fotografia di moda dovrebbe trasmettere. Tutto ciò che bisognava esprimere in uno scatto di moda lui lo sapeva e lo si vedeva.

Chi era Irving Penn? Wikipedia ci dice:
Dopo le scuole pubbliche, compiuti i diciotto anni, si iscrisse al corso di disegno pubblicitario della durata di quattro anni tenuto da Alexej Brodovitch, capo redattore di Harper’s Bazar magazine presso la School of Industrial Art di Philadelphia.

Nel 1938 riuscì a lavorare come art director allo Junior League Magazine. A venticinque anni lasciò il lavoro e partì per il Messico dove iniziò a dipingere, ma dopo un anno si convinse che non sarebbe mai diventato un grande artista e, tornato a New York, nel 1943 divenne assistente di Alexander Liberman, art director della rivista Vogue. Nel 1948 realizzò alcuni servizi per la rivista in Perù, mentre le diverse campagne fotografiche legate al mondo della moda realizzate nel corso degli anni cinquanta gli conferirono la prima fama internazionale.

Nel 1967 creò un piccolo studio fotografico da viaggio, con il quale era in grado di fotografare sullo stesso scenario in ogni parte del mondo e in ogni condizione: nacque cosi la famosa serie deiWords in a small rooms (mondi in una piccola stanza), nella quale si alternavano ritratti di personaggi celebri e fotografie di gruppo dove l’etnografia si mescolava alla moda.

Mentre proseguiva la sua attività di fotografo di moda, nel 1977 il Metropolitan Museum di New York presentò il ciclo Street Material (materiale di strada), nel quale Penn fotografava i resti abbandonati dell’esistenza quotidiana, conferendo loro un nuovo valore estetico.

Nel 1980 vennero esposti per la prima volta i nudi realizzati nel 1950, mentre nel 1986 vide la luce una nuova serie di nature morte, questa volta dedicate ai crani animali. Divenuto ormai uno dei fotografi più rinomati del mondo, si susseguono le mostre e le pubblicazione a lui dedicate. In particolare, si ricordano le retrospettive al MOMA di New York nel 1984, quella alla National Portrait Gallery di Washington nel 1990 e quella prodotta dal Moderna Museet di Stoccolma nel 1995, in occasione di una grande donazione del fotografo al museo svedese.

Irving Penn si distinse per il suo stile classico che rompeva con l’impostazione sperimentale delle avanguardie e presentava la figura da ritrarre in forte contrasto con lo sfondo. Alcune sue immagini sono riconoscibili: spesso si trattava di ritratti eseguiti disponendo il soggetto da riprendere davanti a due fondali disposti ad angolo.

Solo la voce di chi lo consceva e conosceva le sue foto effettivamente potrebbe dirci chi era.

Poche parole, non so cosa scrivere ed onestamente ho anche il magone.
Questo solo il mio diritto di notizia. Questo il mio piccolo omaggio che gli era dovuto.

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7 Ottobre, 2009 Pubblicato da Angelo Ferrillo | arte, cultura, fotografia, informazione, news, notizie | , , , , , , , , | 1 Commento

Agenzia MAGNUM Presenta: “Ricominciare a vivere”

hiv - ara pacis

19 Settembre – 18 Ottobre 2009

Dopo lo straordinario successo di Washington, Madrid e Oslo, la mostra fotografica “Ricominciare a vivere”, promossa da The Global Fund to Fight AIDS, Tuberculosis and Malaria e realizzata da Magnum Photos e Contrasto, approda all’Ara Pacis di Roma.

Ricominciare a vivere è un emozionante foto-racconto che documenta la portata rivoluzionaria dell’utilizzo di farmaci retrovirali gratuiti per il trattamento dell’AIDS in tutto il mondo.

La mostra – aperta al pubblico fino al 18 ottobre 2009 – nasce da un progetto ideato nel 2007 da Global Fund e Magnum Photos ed è realizzata a Roma con il Patrocinio del Ministero degli Esteri e il contributo del Comune di Roma Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione – Sovraintendenza ai Beni Culturali, in collaborazione con Contrasto e con il supporto per i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Offrendo la disponibilità degli spazi espositivi del Museo dell’Ara Pacis, il Comune di Roma ha voluto sostenere l’iniziativa del Global Found, dando risonanza al valore sociale e di testimonianza della mostra.

Otto grandi fotografi sono stati inviati in nove Paesi per documentare la vita di oltre trenta persone affette da HIV e delle loro famiglie: il risultato è una toccante galleria di immagini che raccontano, attraverso lo sguardo di chi ce l’ha fatta, l’importanza e l’efficacia dell’investimento di molti Stati del mondo in aiuti al Global Fund per debellare la malattia, continuando a combatterla senza sosta, soprattutto nei Paesi più poveri del Pianeta.

La mostra Ricominciare a vivere, a cura di Bill Horrigan Art Director dell’Ohio State University Wexner Center for the Arts e di Yolanda Cuomo, art director, designer ed educatrice, mostrerà il lavoro svolto dalla squadra di fotografi Magnum Photos coinvolti nel progetto: assieme agli italiani Alex Majoli e Paolo Pellegrin, Jim Goldberg, Eli Reed, Steve McCurry, Larry Towell, Jonas Bendiksen e Gilles Peress.

Attraverso il loro obiettivo, Ricominciare a vivere diventa la storia di Marie Sonie ad Haiti, di Oskana a San Pietroburgo, di Thoba in Mali, di Duong in Vietnam, di Juan Carlos in Perù, di Satyaveni in India e di tante altre persone che, attraverso l’utilizzo dei retrovirali, sono simboli di una rivoluzione silenziosa contro l’HIV che, grazie a Global Fund, attraversa i 5 continenti, disegnando un mosaico di speranza e rinascita.

La pandemia dell’AIDS è una delle più grandi emergenze sanitarie che il mondo abbia mai fronteggiato, con un impatto devastante soprattutto nelle zone del pianeta in cui i livelli igienico-sanitari standard sono limitati. Negli anni, il Global Fund è riuscito a costruire e coordinare un’imponente rete di aiuti in grado di offrire supporto a milioni di persone che convivono con L’AIDS, la maggior parte dei quali sarebbe certamente morta se non si fosse riusciti a garantire la
somministrazione gratuita di farmaci retrovirali.
Più in particolare, oltre 3,5 milioni di persone in 140 Paesi del mondo sono oggi vive grazie al contributo del Global Fund: più di 2,3 milioni di pazienti stanno utilizzando gratuitamente i farmaci retrovirali per il trattamento dell’HIV; inoltre Global Fund ha offerto il proprio supporto per consulenza e diagnosi della malattia a 62 milioni di persone, tra cui 445.000 donne incinte sieropositive, curate per la profilassi finalizzata a evitare la trasmissione del virus da madre a figlio.

Se la sconfitta del virus dell’HIV è ancora un obiettivo non raggiunto il progetto Ricominciare a vivere testimonia come offrire alle persone affette da HIV la speranza del recupero di buone condizioni di vita sia invece un risultato possibile: il ricavato della mostra e i proventi del libro Ricominciare a vivere, pubblicato da Contrasto, saranno devoluti al Global Fund, per proseguire nella somministrazione di cure gratuite contro l’AIDS e lavorare per la diffusione di una maggiore consapevolezza e sensibilità sui mille volti di questa malattia.

MUSEO DELL’ARA PACIS
lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli)
00100 Roma (RM)
Tel.: 060608
E-mail: info@arapacis.it

Orario
ore 9.00-19.00
lunedì chiuso

Biglietto d’ingresso
intero € 6,50
ridotto € 4,50

Informazioni
060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00

Organizzazione
Zètema Progetto Cultura Srl
Comune di Roma,
Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione,
Sovraintendenza ai Beni Culturali,
Ministero degli Affari Esteri,
Contrasto, Global Fund,
Magnum Photos

Con la collaborazione di
Banche Tesoriere del Comune di Roma: BNL, UniCredit Banca di Roma, Monte dei Paschi di Siena, Il Gioco del Lotto, Vodafone

Con il contributo tecnico di
La Repubblica

4 Ottobre, 2009 Pubblicato da Angelo Ferrillo | arte, cultura, esposizioni, fotografia, informazione, iniziative, mostre, news, notizie | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 2 Commenti