Michael Marten – Maree
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Milano – dal 14 settembre al 13 ottobre 2009
Michael Marten – Maree
Un ricercato lavoro su paesaggi prima e dopo l’arrivo dell’alta marea espresso nella forma di dittici e trittici e di immagini panoramiche accostate. Una profonda riflessione sulle conseguenze delle modificazioni ambientali dovute al surriscaldamento del pianeta, dal fondatore della storica agenzia fotografica specializzata Science Photo Library.
Le maree sono uno dei grandi fenomeni del pianeta, trasformano le nostre coste due volte al giorno, creano spettacolari effetti visivi. Una fotocamera posta tra il flusso e il riflusso della marea permette allo spettatore di osservare silmutaneamente due diversi momenti, due stati di natura. Nella mostra Maree, Michael Marten propone dei dittici, dei trittici ed alcune immagini panoramiche che raccontano le maree ed evocano una dimensione dinamica del paesaggio.
“Con questo lavoro ho voluto stimolare nello spettatore una percezione del paesaggio come il e risultato di un processo dinamico e non come immagine statica. Il progetto Sea Change mette pero’ anche in guardia rispetto al grave problema del surriscaldamento del pianeta e dell’innalzamento del livello dei mari. Le vedute in queste fotografie, nell’arco di un secolo potrebbero sparire per sempre”
Michael Marten
GALLERIA GRAZIA NERI
Via Pietro Maroncelli 14 (20154)
+39 02625271
grazia.neri@grazianeri.com
www.grazianeri.com
orario: lu – ve 9 – 13 e 14 – 18 sabato 10 – 12.30 – 15 – 17.00 domenica chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: ingresso libero
vernissage: 14 settembre 2009. ore 18.30
patrocini: Canon
note: si ringrazia AtaHotel Executive
email ufficio stampa: paola.riccardi@grazianeri.com
Robert Mapplethorpe – La perfezione nella forma

Galleria dell’Accademia
Sede Via Ricasoli 68, Firenze 50122 – Mappa
Informazioni Tel +39 055 216261 | accademia@fol.it
Dal martedì 26 maggio 2009
al domenica 27 settembre 2009 Orari:
mar/dom h. 8.15/18.50;
la biglietteria chiude alle h. 18.05;
lun chiuso;
dal 28 maggio ogni gio apertura della mostra h. 19.00/21.00 con ingresso gratuito
A cura di Franca Falletti e Jonathan Nelson
CONFERENZA STAMPA lunedì 25 maggio 2009 ore 12.00
INAUGURAZIONE lunedì 25 maggio 2009 ore 18.00
Una mostra dedicata al grande fotografo americano Robert Mapplethorpe, nel ventennale della sua morte, sarà inaugurata presso la Galleria dell’Accademia di Firenze il prossimo 26 maggio e rimarrà aperta fino al 27 settembre.
E’ la prima volta che le opere di questo grande artista della fotografia, di fama internazionale, vengono esposte in un tempio dell’arte come l’Accademia di Firenze, ricordata soprattutto nel mondo come ‘Museo di Michelangelo’ per la presenza di una delle icone dell’arte universale quale il David, cui si affiancano i Prigioni, ma anche molte importanti opere di pittura di grandi maestri dal Trecento al pieno Rinascimento.
I curatori della mostra – Franca Falletti e Jonathan Nelson – già nella scelta del titolo Robert Mapplethorpe La perfezione nella forma hanno voluto esprimere il principio profondo che accomuna l’artista dello scatto fotografico ai grandi maestri del Rinascimento e in particolare a Michelangelo: la ricerca di equilibrio, correttezza e nitidezza insita nella ‘Forma’ che tende alla perfezione attraverso il rigore geometrico dei volumi definiti dalla linea e scolpiti dalla luce. Dalle dirette parole di Mapplethorpe emerge esplicitamente il suo pensiero in merito:“Cerco la perfezione nella forma…Un soggetto piuttosto che un altro non fa differenza. Cerco di catturare quello che mi appare scultoreo”.
In questo senso esiste, e la presente mostra lo propone, un ragionato confronto tra Mapplethorpe e Michelangelo.
“Mapplethorpe apprezzava l’arte contemporanea, ma la sua vera passione erano i capolavori dei grandi maestri, soprattutto la scultura. […] Si sforzava di catturare, attraverso la sua fotografia, la particolare forma di perfezione che percepiva nel lavoro di Michelangelo e di altri maestri rinascimentali” (Michael Ward Stout, Presidente della Robert Mapplethorpe Foundation).
Del resto lo stesso fotografo ebbe occasione di confessare la sua fascinazione per l’arte di Michelangelo, arrivando a dichiarare: “se io fossi nato cento o duecento anni fa, avrei potuto fare lo scultore, ma la fotografia è un modo più veloce per vedere le cose, per fare scultura”. E ancora: “Vedo le cose come fossero sculture… dipende da come quella forma sta all’interno dello spazio e credo che questo tipo di approccio derivi dalla mia… formazione storico-artistica”
La mostra è divisa in cinque sezioni: Mapplethorpe e il Rinascimento, La geometria della forma, Il frammento come forma, La forma si sdoppia, La forma scultorea, che affrontano “quattro diversi aspetti dell’unico grande tema della forma intesa come valore a sé, scissa sia dal contenuto oggettivo, il soggetto rappresentato, sia dal contenuto soggettivo, il carico di esperienza personale (emotiva, cognitiva o quant’altro), che si veicola attraverso l’immagine” (Franca Falletti).
La prima sezione è collocata nel Salone del Colosso, nel corridoio dei Prigioni e nella Tribuna del David: si propone così un diretto confronto fra generi artistici, quali la scultura e la fotografia, spesso considerati estranei e anche fra epoche e culture (la Firenze del Rinascimento e la New York degli anni settanta e Ottanta) oggettivamente distanti. Tale operazione, tenuta sul filo di un controllato rigore scientifico, è sembrata ai curatori la più adatta a stimolare la riflessione e a volgere l’interesse del pubblico verso nuove modalità di pensiero. Essa inoltre vuole, nel suo senso più ampio, dimostrare quanto l’arte del passato sia di costante nutrimento per il futuro dell’arte. Infatti “…su queste eccellenze del dialogo fra l’arte del passato e gli artisti del nostro tempo si concentra l’impegno della Galleria dell’Accademia” (Cristina Acidini).
Complessivamente le opere in mostra che compongono l’esposizione saranno 111, tra le quali vanno compresi – come parte integrante quali termini di confronto – anche il David e i quattro Prigioni di Michelangelo, oltre a quattro disegni e un modellino in cera di quest’ultimo. Le 93 opere di Mapplethorpe sono scelte tra la produzione dell’intero arco della sua attività artistica e provengono tutte, ad eccezione di due, dalla Robert Mapplethorpe Foundation. Tra queste, accanto ai soggetti umani, trovano spazio anche numerose nature morte, come vasi di fiori di iris e tulipani, nei quali Mappelthorpe ribadisce tutta la sua cura per lo studio della luce e delle ombre sull’oggetto o di sfondo all’oggetto, o meglio alle sue forme, che gli conferiscono una lucida collocazione nello spazio.
La mostra è stata promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la Direzione Generale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana e la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, oltre che la Galleria dell’Accademia di Firenze – di cui Franca Falletti è Direttrice – Firenze Musei e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Inoltre, la Robert Mapplethorpe Foundation si è affiancata alle istituzioni italiane nel promuovere, con il suo insostituibile patrimonio di opere, di documentazione e di conoscenza, questo eccezionale evento.
ENTI PROMOTORI
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana
Galleria dell’Accademia di Firenze
Firenze Musei
Ente Cassa di Risparmio di Firenze
Robert Mapplethorpe Foundation
PRESIDENTE
Cristina Acidini
Soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze
Michael Ward Stout Presidente della Robert Mapplethorpe Foundation
DIREZIONE E COORDINAMENTO GENERALE
Franca Falletti
Direttrice della Galleria dell’Accademia
COMMISSIONE DI CONSULENZA
Cristina Acidini, Bruno Corà, Pina Ragionieri, Patti Smith, Michael Ward Stout
PREZZO BIGLIETTO
Intero € 10.00 (comprensivo dell’ingresso al museo)
Ridotto € 5.00 per i cittadini dell’Unione Europea tra i 18 ed i 25 anni
Gratuito per i cittadini dell’Unione Europea sotto i 18 e sopra i 65 anni
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Firenze Musei Tel. 055. 2654321
La prenotazione per i gruppi scolastici è gratuita ed obbligatoria
SERVIZIO DIDATTICO PER LE SCUOLE
Visite guidate per le scolaresche solo su prenotazione
Costo di €. 3,00 ad alunno.
Per prenotazioni e informazioni Firenze Musei Tel. 055 290112
UFFICIO STAMPA
Cristina Pariset
Tel 02 4812584
fax 02 4812486
cristina.pariset@libero.it
PER FIRENZE E LA TOSCANA
Camilla Speranza
Via de’ Coverelli 12 – Firenze
Tel./Fax 055 217265
camilla.speranza@virgilio.it
SEGRETERIA UFFICIO STAMPA
Firenze Musei
Tel. 055 290383
ufficiostampa@operalab.it
PROMOZIONE E RELAZIONI ESTERNE
Mariella Becherini, per Opera Laboratori Fiorentini
Tel. 055 290383
mariella.becherini@operalab.it
SITO WEB
www.unannoadarte.it/mapplethorpe
Kiarostami incontra Yamamoto – Aperitivo Fotografico
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Gli aperitivi fotografici sono il luogo in cui le immagini incontrano le parole, in una performance che svela inaspettate vicinanze.
Si avvalgono, da sempre, della collaborazione, della voce e della presenza di Karin Freschi.
Per l’appuntamento di mercoledì 26 maggio sono state scelte le immagini di Yamamoto Masao e le parole di Abbas Kiarostami.
Si presenta la serie Kawa nel suo complesso, celebrando così anche la prossima chiusura della mostra, che oltre a 9 immagini dell’autore giapponese vede in esposizione il progetto della giovane autrice pistoiese Maria Cristina Spinato.
Le parole sono tratte da “Un lupo in agguato”, la prima raccolta di poesie del regista, fotografo e poeta Abbas Kiarostami.
Karin Freschi è nata a Milano il 3 febbraio 1981. Attrice, performer, fotografa. Cofondatrice di PhoebeZeitgeistTeatro e del progetto WaitressLab. Ora parte di Studio Trickster contemporary art.
www.pzteatro.org
www.waitresslab.it
www.filippoborella.com
a seguire, naturalmente, l’aperitivo
MICAMERA – PHOTOGRAPHY AND LENS-BASED ARTS
Via Medardo Rosso 19 (20159)
+39 0245481569 , +39 0245481569 (fax)
info@micamera.com
www.micamera.com
Biglietti: ingresso libero
Vernissage: 26 maggio 2009. ore 19.00
Curatori: Flavio Franzoni, Karin Freschi, Giulia Zorzi
Autori: Abbas Kiarostami, Masao Yamamoto
Marcello Geppetti – Mitologia della fama

“ MITOLOGIA DELLA FAMA “ LA DOLCE VITA DI MARCELLO GEPPETTI
Roma 1960. Nel film La dolce vita di Federico Fellini, Marcello Mastroianni è Marcello, un giornalista che passa i suoi giorni (e le sue sere) cercando di cogliere le celebrità in atteggiamenti inaspettati: nasce cosi il termine paparazzo.
Come nella finzione Marcello Geppetti (1933-1998), che inizia la sua carriera di reporter fotografico nell’agenzia di fotogiornalismo Meldoni-Canestrelli-Bozer nel 1959, iniziava a ritrarre in forma dinamica momenti della vita privata di personalità del mondo del cinema, spettacolo, cultura, sport, politica. A poco più di venti anni di età, insieme a un piccolo gruppo di giovani fotografi, Geppetti si trova a scrivere una nuova storia della fotografia, costellata di “stelle“, “dive” e di tutto il “glamour” che ha caratterizzato un’epoca. Inizia così la fotografia d’azione.
La galleria OLTRE DIMORE di Bologna presenta 25 fotografie dall’archivio personale dell’artista, che ritraggono i personaggi che hanno caratterizzato quell’epoca, icone dei nostri tempi. La mostra inaugurerà giovedì 14 maggio alle ore 18.00.
Marcello Geppetti, classe 1933, reatino di nascita, inizia da giovanissimo a sviluppare la sua passione per l’immagine e a elaborare un punto di vista personale sugli eventi, presentando i suoi lavori a giornali e agenzie di stampa e facendosi apprezzare, oltre per la qualità delle sue foto, per il talento nella fotocronaca.
I primi passi sono mossi nell’agenzia Giuliani e Rocca, per poi passare al servizio di Meldolesi-Canestrelli-Bozzer, una delle più importanti agenzie degli anni ‘50-‘60. Proprio a quei tempi risalgono le incredibili e disperate foto delle donne che si lasciano cadere nel vuoto durante l’incendio dell’Hotel Ambasciatori a Roma, in via Veneto, nel cuore della Dolce Vita. Fu la casualità a far passare da lì Geppetti, che immortalò foto che fecero il giro del mondo per la loro forza giornalistica e drammaticità.
Questi scatti, entrati a far parte dell’elenco stilato di recente da ARTH 923, dove il nome di Geppetti figura accanto a quello di Andy Warhol e Cecil Beaton, gli valgono numerosi encomi ma anche la minaccia di scomunica da parte del mondo clericale. Di conseguenza, abbandona l’attività da dipendente per le agenzie e inizia l’attività di free-lance, avviando anche una collaborazione, che durerà dieci anni, con il “Momento Sera”.
Il periodo della Dolce Vita è il più proficuo dell’attività del fotografo. Roma si rivela un set a cielo aperto: per le sue strade circolano le stelle internazionali e Geppetti scatta foto che faranno epoca, come il primo nudo di Brigitte Bardot o il bacio che rivelò il tradimento di Liz Taylor a Eddie Fischer. Diventa ben presto uno dei precursori dei paparazzi e anche uno degli esponenti più importanti di quel movimento di fotografi di costume e, ad eccezione di Marylin Monroe ed Elvis Presley, che non hanno mai toccato nella loro carriera il suolo Italiano, ritrae tutte le più grandi star dell’epoca.
Le sue opere hanno un forte valore documentaristico, restituendo ai fotografi di celebrità la giusta misura e la dignità di foto che testimoniano la grandezza di un periodo fondamentale per la storia italiana. Il suo nome fa il giro del mondo: le sue immagini appaiono su Time magazine, Life, Vogue, Donna Karan e in importanti esposizioni in galleria. La sua attività fotografica continua incessante anche nelle decadi successive in cui scatta testimonianze struggenti ed emblematiche degli “anni di piombo” oppure si cimenta in viaggi sui set cinematografici della “commediaccia all’italiana”.
Il 27 febbraio del 1998 scatta il suo ultimo clic, lasciando in eredità un’immensa galleria di più di un milione di fotografie (che spaziano in ogni campo del giornalismo), la maggior parte delle quali inedite, che narrano con pennellate d’autore un periodo lunghissimo della nostra vita e della nostra storia.
Inaugurazione giovedì 14 maggio 2009 ore 18.00
Dal 15 maggio al 27 giugno 2009
Ingresso gratuito
Oltre Dimore
Via Urbana 6/b
Bologna
Tel/Fax +39 051 331217
info@oltredimore.it
www.oltredimore.it
Ufficio Stampa
Studio Pesci di Federico Palazzoli
Via San Vitale 27
40125 Bologna
Tel. +39 051 269267
Fax +39 051 2960748
info@studiopesci.it
www.studiopesci.it
Tacita Dean – Still Life – Nature morte
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Dal 12 maggio al 21 giugno 2009 la Fondazione Nicola Trussardi presenta Still Life – Nature morte, la prima grande mostra personale in Italia di Tacita Dean nelle sale del piano nobile di Palazzo Dugnani a Milano in collaborazione con il Comune di Milano-Cultura.
L’esposizione – uno dei progetti dell’artista inglese più ambiziosi mai realizzati – presenta una selezione di quattordici opere tra cui due film in anteprima mondiale, commissionati e prodotti dalla Fondazione Nicola Trussardi.
Tacita Dean è una delle voci più autorevoli dell’arte di oggi: è stata candidata al Turner Prize, insignita del prestigioso Hugo Boss Prize del Guggenheim Museum di New York e ha già esposto nei più importanti musei del mondo tra cui il MoMA di New York e la Tate Gallery di Londra.
I film di Tacita Dean costruiscono un universo fatto di pause interminabili, lunghi momenti di tregua e orizzonti lontani e inarrivabili. Con il suo sguardo lentissimo e maniacale, l’artista apre una finestra su un mondo scomparso e trasforma ogni paesaggio, oggetto o personaggio in una preziosa natura morta in movimento. Le opere dell’artista inglese sono piccole rivelazioni girate e riprodotte rigorosamente in formato analogico: nella mostra i nastri di pellicola in 16mm passano attraverso proiettori cinematografici che sembrano dinosauri ormai estinti. I film di Tacita Dean sono monumenti al paese delle ultime cose, vanitas che raccontano un mondo che è stato e che non c’è più.
Per la mostra della Fondazione Nicola Trussardi Tacita Dean ha avuto accesso a un luogo straordinario: grazie alla collaborazione con il Museo d’Arte Moderna di Bologna, l’artista inglese è potuta entrare nell’abitazione bolognese del pittore Giorgio Morandi e filmare gli spazi e gli arredi originali del piccolo studio di Via Fondazza dove Morandi ha lavorato per più di 50 anni.
I due nuovi film dell’artista inglese catturano le tracce lasciate dal grande maestro e ne ricostruiscono la ricerca ossessiva: in Still Life (2009), che dà il titolo all’intera mostra, Tacita Dean filma le linee disegnate sui fogli di lavoro su cui Morandi imprimeva a matita la posizione degli oggetti che dipingeva. Come una cartografa alla ricerca del tempo perduto, Tacita Dean riscopre l’opera di Morandi attraverso segni marginali e dimenticati. In Day for Night (2009) la Dean analizza con una luce inusuale le condizioni originali dello studio bolognese dell’artista di cui svela con pose lunghissime i dettagli più sconosciuti, i particolari nascosti e le mille storie rimaste celate per decenni sotto la polvere.
Tacita Dean si è soffermata spesso ad analizzare i grandi protagonisti della storia dell’arte: da Mario Merz (2002) – un ritratto del grande protagonista dell’Arte Povera – alle sei recenti pellicole di Merce Cunningham Performs STILLNESS… (2007), in cui il coreografo d’avanguardia danza 4’33’’, la composizione radicale di John Cage, accompagnando il silenzio dell’opera musicale con pose statiche. Con i sei film di Merce Cunningham Performs STILLNESS… che compongono l’installazione, presentata in anteprima europea dalla Fondazione Nicola Trussardi, Tacita Dean tratteggia un ritratto solenne del grande danzatore e immerge lo spettatore in un’atmosfera rarefatta in cui il tempo si dilata a dismisura.
La natura è per Tacita Dean un repertorio inesauribile di storie dimenticate e di coincidenze impreviste: grazie a una lunga contemplazione, infatti, l’artista inglese è capace di trasformare fenomeni atmosferici, paesaggi pastorali e luoghi abbandonati in panorami sublimi, affreschi privati di memorie collettive. Le opere dell’artista inglese sono vedute romantiche che riservano sorprese inaspettate: dall’eclissi di sole di Banewl (1999) – ripresa quasi in tempo reale in una fattoria della Cornovaglia – alle ombre inquietanti di Diamond Ring (2002); dalla cattura su un singolo fotogramma dell’ultimo raggio di sole che oltrepassa l’orizzonte in The Green Ray (2001), alla faticosa traversata di un mare tempestoso e ostile in Amadeus (2008). Con la stessa attenzione l’artista inglese raccoglie oggetti dimenticati e all’apparenza insignificanti come la superficie di un frutto racchiuso in un barattolo di vetro: elogio della lentezza, Prisoner Pair (2008) è un’analisi microscopica dei segni del tempo.
Gli spazi affascinanti e monumentali di Palazzo Dugnani – edificio storico di proprietà del Comune di Milano-Cultura, che conservano un magnifico affresco del Tiepolo, oltre a opere di Ferdinando Porta e della scuola Veneta del ‘700 – furono una dimora aristocratica nel seicento, diventarono poi la sede del Museo di Storia Naturale di Milano e in seguito della prima scuola in Italia in cui si insegnava la storia dell’arte.
Riaperte dal Comune di Milano-Cultura con la collaborazione e il sostegno della Fondazione Nicola Trussardi, le sale al primo piano di Palazzo Dugnani, con le sue architetture maestose e le sue stanze private, sono lo scenario ideale in cui scoprire gli elogi della lentezza di Tacita Dean. L’esposizione celebra una sinergia tra il Comune di Milano-Cultura e la Fondazione Nicola Trussardi per rendere accessibili gli spazi della città. La stratificazione di storie personali e di immagini in movimento fanno di Palazzo Dugnani
la casa ideale per i film dell’artista inglese: Still Life – Nature morte è un’occasione unica per scoprire le narrazioni lente e malinconiche di Tacita Dean.
Con Still Life – Nature morte la Fondazione Nicola Trussardi continua il suo percorso negli spazi dimenticati della città di Milano per cui invita artisti internazionali a immaginare nuove opere. Dal 2003 la Fondazione Nicola Trussardi ha organizzato mostre personali di, tra gli altri: Michael Elmgreen & Ingar Dragset, Darren Almond, Maurizio Cattelan, John Bock, Urs Fischer, Anri Sala, Paola Pivi, Martin Creed, Pawel Althamer, Peter Fischli & David Weiss e Tino Sehgal.
NOTE BIOGRAFICHE
Tacita Dean (1965) è nata a Canterbury, in Inghilterra. Vive e lavora a Berlino. Tacita Dean è una delle artiste più affermate del panorama internazionale dell’arte contemporanea e ha già partecipato a due edizioni della Biennale di Venezia. I suoi film sono stati esposti in alcune tra le più importanti sedi museali del mondo tra cui il Guggenheim Museum di New York, lo Schaulager di Basilea, il MoMA di New York, la Tate Gallery di Londra, il Musée de La Ville de Paris di Parigi, il Witte de With di Rotterdam, il Drawing Center di New York, la Kusthaus Bregenz di Bregenz, il DIA Beacon a Beacon (New York). Le opere di Tacita Dean hanno fatto parte inoltre delle rassegne più prestigiose dell’arte di oggi tra cui la Biennale di Berlino, la Biennale di San Paolo, la Biennale di Sydney e la Triennale di Yokohama. Tacita Dean parteciperà alla prossima edizione di Performa a New York. Nel 2006 Tacita Dean è stata insignita
dell’Hugo Boss Prize, uno dei premi internazionali più importanti al mondo e nel 2009 ha ricevuto il Kurt Schwitters-Preis.
PREMI
2009 The Kurt Schwitters-Preis Award (vincitrice), Hannover
2006 Hugo Boss Prize (vincitrice), Guggenheim Museum, New York
2005 The Sixth Bennesse Prize (vincitrice), 51° Biennale di Venezia, Venezia
2002 Preis der nationalgalerie fur junge Kunst (nominata), Hamburger Bahnhof, Berlino
1998 The Turner Prize (nominata), Tate Gallery, Londra
1992 New Contemporaries award (vincitrice), Londra
SELEZIONE DALLE MOSTRE PERSONALI
2009 Lacrimae Rerum, Fondazione Nicola Trussardi, Milano ACCA, Melbourne Sprengel Museum, Hannover Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, Madrid
2008 Tacita Dean, Merce Cunningham performs STILLNESS (in three movements) to John Cage’s composition 4’33”, Dia:Beacon, Beacon (New York)
2007 Tacita Dean, Hugo Boss Prize Exhibition, Solomon R. Guggenheim Museum, New York Tacita Dean: Film Works, Miami Art Central, Miami
2006 Tacita Dean, Analogue: Films, Photographs, Drawings 1991-2006, Schaulager, Munchenstein/Basel National Gallery of Contemporary Art, Oslo Tacita Dean, Human Treasure, Center for Contemporary Art, Kitakyushu
2005 Tacita Dean: The Russian Ending, Landesmuseum für Moderne Kunst, Fotografie und Architektur, Berlino Tacita Dean, Berlin Works, Tate St Ives, St Ives
2004 Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino Tacita Dean, Museum of Modern Art, Ljubljana
2003 Tacita Dean, ARC Musee d’Art Moderne de la Ville de Paris, Parigi Kunstpreis 2002: Tacita Dean, Ludwig Forum, Aachen
2001 Tacita Dean, Fundação de Serralves, Porto Tacita Dean, Recent films and other works, Tate Britain, Londra
Tacita Dean, Museu d’Art Contemporani de Barcelona, Barcellona Directions: Tacita Dean, Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington Tacita Dean, DAAD Gallery, Berlino Under/Above, Melbourne International Biennial, Melbourne
2000 Tacita Dean, Museum für Gegenwartskunst, Basilea Wandering Images, Fundacio La Caixa, Barcellona
1999 Millenium Sculpture Project, Millenium Dome, Londra
1998 Turner Prize Group Show, Tate Britain, Londra Institute of Contemporary Art, Philadelphia
1997 Missing Narratives, Witte de With, Rotterdam The Roaring Forties: Seven Boards in Seven Days, The Drawing Center, New York
1996 Foley Artist, Tate Gallery, Londra
SELEZIONE DALLE MOSTRE COLLETTIVE
2009 The Quick and the Dead, Walker Art Center, Minneapolis
2008 Todas as historias, Museu Serralves, Museu de Arte Contemporânea, Porto Order. Desire. Light. An exhibition of contemporary drawings, Irish Museum of Modern Art, Dublino Folkstone Triennial – Tales of time and space, Folkestone Triennial, Folkestone
Peripheral vision and collective body, Museion, Bolzano Martian Museum of Terrestrial Art, Barbican Art Center, Londra
The Cinema Effect: Illusion, Reality, and the Moving Image (Part I: Dreams), Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington
2007 Il Tempo del Postino, Manchester International Festival, Manchester Lights, Camera, Action: Artists’ Films for the Cinema, Whitney Museum of American Art, New York
2006 Grey Flags, Sculpture Center, Long Island City (New York) 4th Berlin Biennial for Contemporary Art, Berlino Sydney Biennale, Sidney
2005 Universal Experience: Art, Life, and the Tourist’s Eye, Museum of Contemporary Art, Chicago The Experience of Art, 51° Biennale di Venezia, Venezia Bidibidobidiboo, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino Elements of Nature, National Gallery of Canada, Ottawa Berlin Works, Tate St Ives, St Ives
2004 Premiers, The Museum of Modern Art, New York TIME CLASH, Fundação de Serralves, Porto
2003 The Moderns, Castello di Rivoli, Torino R itardi e Rivoluzioni and Utopia Station, 50° Biennale di Venezia, Venezia Utopia Station Poster Project, Haus der Kunst, Monaco Fast Forward: Media Art from the Goetz Collection, ZKM, Karlsruhe Remind, Kunsthaus Bregenz, Bregenz
2002 Tacita Dean, Ingar Dragset, Michael Elmgreen, Maria Eichhorn, Daniel Richter, Preis der nationalgalerie für junge Kunst, Hamburger Bahnhof, Berlino
2001 Yokohama International Triennial of Contemporary Art, Yokohama At Sea, Tate Liverpool, Liverpool
2000 Media City Seoul 2000, Contemporary Art and Technology Biennial, Seul Vision and Reality, Louisiana Museum, Humlebaek
New British Art 2000: Intelligence, Tate Triennial, Tate Britain, Londra Artifice, Deste Foundation, Atene
1999 Robert Smithson, Tacita Dean and the Spiral Jetty: A program of audio and film at the rooftop Urban Park Project, Dia Center for the Arts, New York Un monde réel, Fondation Cartier, Parigi
1998 Wounds: Between Democracy and Redemption in Contemporary Art, Moderna Museet, Stoccolma
1997 Flexible, Museum für Gegenwartskunst, Zurigo Challenge of Materials, Science Museum, Londra
1996 CCATV, Centre for Contemporary Art, Glasgow
1995 British Art Show 4, vari luoghi a Manchester, Edimburgo e Cardiff
1994 Watt, Witte de With, Rotterdam Mise en Scène, Institute of Contemporary Arts (ICA), Londra
1992 BT New Contemporaries, Newlyn Orion, Penzance
INFORMAZIONI ESSENZIALI SULL’EVENTO
FONDAZIONE NICOLA TRUSSARDI
Sede: Palazzo Dugnani – Via Daniele Manin 2, Milano
Periodo: 12 maggio – 21 giugno 2009
Tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00
Ingresso libero
Press Preview: 12 maggio 2009, ore 11:00-13:30 Palazzo Dugnani
Conferenza Stampa: 12 maggio 2009, ore 12:30 Sala del Tiepolo, Palazzo Dugnani
Per informazioni contattare:
Fondazione Trussardi Official Website
Flavio Del Monte, Ufficio Stampa, Fondazione Nicola Trussardi, Piazza della Scala, 5 – 20121 Milano
Tel. 028068821 – Fax 0280688281 – Cell. 335231469 – E-mail: press@fondazionenicolatrussardi.com
Maria Mulas – 500a mostra della Galleria Cortina

Milano – dal 19 maggio al 6 giugno 2009
per scaricare l’invito all’evento cliccate QUI
La Galleria Cortina, ora Cortina Arte, in occasione della 500° mostra rende omaggio alla grande fotografa Maria Mulas, esponente di spicco della fotografia italiana. L’esposizione presenta una serie di scatti, testimonianze della vita artistica e culturale della Galleria fondata da Renzo Cortina nel 1962, foto realizzate da Maria Mulas nella sua lunga frequentazione dello spazio dell’amico Renzo.
Completano la rassegna alcuni ritratti dei molti personaggi che hanno animato l’attività culturale della “Cortina”, artisti, scrittori, giornalisti, politici, amici.
Ed è l’amicizia fra Maria e Renzo che viene qui celebrata, la grande artista fotografa e la galleria storica in occasione di una ricorrenza così importante come la mostra n° 500 dopo quarantasette anni di storia. I protagonisti di questa lunga vicenda resi eterni dall’estro delle immagini di Maria Mulas.
Cenni Biografici sull’artista
Maria Mulas si stabilisce a Milano nel 1956, e inizia qui il lavoro artistico attraverso la fotografia a metà degli anni Sessanta. Tra il 1965 e il 1976 realizza soprattutto fotografie di teatro e ritratti, e nello stesso tempo conduce una ricerca su riti cosiddetti “sociali”. “Se fotografare e un modo di raccontare senza essere interrotti (ne contraddetti) – ha ben scritto di lei Lea Vergine nel 1985 – si potrà ben sostenere, nel caso di Maria Mulas, che il suo non e solo un discorso ma una girandola, addirittura un fuoco di artificio, con esiti clowneschi e raggelati al tempo stesso”.
A un certo punto non mi e più bastato “fare una fotografia” e metterla lì. E’ diventato predominante il bisogno di rompere questo schema. La fotografia in sé è per me oggi un limite: ho bisogno di sequenze, di metamorfosi, di ripetere fino all’ossessione. In alcuni di questi lavori il soggetto ritratto riflette, alla lettera, ciò che a sua volta stà guardando: la laguna e il vaporino, negli occhiali. E come se si ribellasse così alla propria condizione di preda, alla propria passività. Per un momento l’occhio del fotografo insegue qualcosa che riesce invece a sfuggirgli e “ferma”, o meglio cattura, proprio questa fuga. Nelle fotografie “sconnesse” il gioco completa questo pensiero. La macchina fotografica allarga le proprie possibilità: non si limita a fissare un momento e cioè un punto, ma conquista una durata – come se si potesse vedere il trascorrere di quel momento per qualche secondo, il suo slittare nel prima e nel dopo di quell’attimo, nel sopra e nel sotto di quello spazio. Ma soprattutto si cerca, di quel punto, l’interna incoerenza e la vertigine che ci può procurare.
Le fotografie di ritratti di Maria Mulas non sono soltanto la registrazione tecnica di una fisionomia-di una faccia, di un corpo. Si potrebbe dire che nei suoi ritratti più belli si mette in scena un affetto. Questi ritratti sono il frutto di un incontro. L’altro si fa avanti, si offre allo sguardo che pretende di vederlo e di conoscerlo. (Ho detto “sguardo”, non ho detto “obiettivo”). E’ lo sguardo di Maria Mulas che guarda e conosce. E lo sguardo, letteralmente, che produce la fotografia. La macchina fotografica registra questo incontro, questo “affetto”. Docilmente, ne fissa una traccia.
Chi e stato fotografato anche soltanto una volta da Maria Mulas non ricorda soltanto di essere stato fissato da una macchina fotografica. Ricorda di essere stato guardato dagli occhi di Maria Mulas. Ricorda, magari, anche qualche parola che ha scambiato con lei – prima, durante e dopo il momento dello scatto.
In qualche modo, ogni ritratto di Maria Mulas e anche un effetto di amicizia. E questo, forse, che ne definisce la qualità.
1976
Tiene la prima mostra personale alla galleria Diaframma di Milano, dove espone una raccolta di ritratti che rivelano una sottile e spietata critica sociale.
1979
Presenta alla galleria “II Milione” di Milano una serie di ritratti di intellettuali e artisti internazionali (Biennale 78 – P.A.C. 79), dove l’esperimento tecnico sull’obiettivo grandangolare 20 mm diviene tutt’uno con la scelta del personaggio, con le sue valenze simboliche: le immagini sono idee. Con Lea Vergine e su incarico del Comune di Milano conduce una ricerca sulla generazione di artiste che operarono nelle file delle avanguardie storiche: esegue una serie di ritratti di artiste nei loro studi (Sonia Delaunay, Maret Oppenheim, Bice Lazzari, Marcelle Can ecc.) ritratti che vengono esposti a Palazzo Reale a Milano e a Palazzo delle Esposizioni a Roma, nella mostra L’altra meta dell’avanguardia (1980).
1982
All’”Unione culturale” di Palazzo Carignano a Torino presenta uno serie di pannelli concettuali sull’architettura, in cui attraverso variazioni di distanze e di punti di ripresa vengono alterati e reinventati oggetti e particolari architettonici.
1984
Espone alla scuola di San Giovanni Evangelista a Venezia, Il Quartette, in sequenze che ricordano la struttura filmica, i ritratti degli artisti Beuys, Fabro, Cucchi e Nauman.
1985
A Parma, nello spazio espositivo del “Mercante in Fiera”, ha luogo la mostra Maria Mulas: Fotografia 1970-1980.
1988
Presso la galleria “II Milione” di Milano, presenta una serie di ritratti, risultato di una ricerca espressiva condotta senza I’intervento di un obbiettivo che deforma o migliora i soggetti ma, come sempre, rivolta tutta allo stadio del rapporto stretto che corre tra carattere e comportamento. Se, nelle fotografie di architettura, Maria Mulas si occupa del particolare anomalo che, attraverso I’uso della luce, modifica il significato dell’opera, nei ritratti, invece, mira alla sintesi. E come è vero che il pittore dipinge sempre lo stesso quadro, lo scrittore scrive sempre lo stesso libro, lei ripercorre a approfondisce le medesime situazioni culturali, sociali e di costume.
1989
Espone nel chiostro dello Juvara a Torino.
1990
Alla galleria d’arte moderna di Partenò, poi alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna, la mostra Vis à Vis, una serie di ritratti di intellettuali. Alla Cascina Grande di Rozzano (Milano): Maria Mulas: ritratti di artiste ieri e oggi.
1991
Palazzo dei Diamanti a Padiglione d’Arte Contemporanea di Ferrara: Maria Mulas 1970-1990 – Scrittura della luce. Galleria d’Arte Moderna di Suzzara. Pubblica, per le Edizioni A.D.O.N.A.L, un calendario con i ritratti di 13 artiste.
1992
All’Associazione Scenidea di Salerno: Donne di teatro e teatro di donne.
Al Castello Pasquini di Castiglioncello: Sessantacinque ritratti più uno. All’U.S.I.S. (United States Information Service) di Milano Maria Mulas – New York Flash. Alla galleria “L’Arsenale” di Iseo (Brescia).
1993
Libreria Feltrinelli di Via Manzoni a Milano: Reportage per un editore. Rocca Paolina di Perugia: Tricromie – Zapping – Riprese in diretta. Galleria Plurima di Udine: Ossessione.
1994
Galleria Vigato di Alessandria (con Marco Rotelli). A Morterone (Lecco), per I’Associazione Culturale Amici di Morterone: Ri-tratti 1974-
1994.
Samithra Arte Studio di Ravenna: Rursum Felix: Ravenna vista da Maria Mulas.
1995
Alla Biennale di Venezia, partecipa alla mostra organizzata dall’lstituto Artistico dei fratelli Alinari di Firenze: 1895-1995 L’io e il suo doppio (a cura di Italo Zannier). Sempre per la Biennale, nell’ambito della mostra Identità e differenza – Libri d’artiste, espone il suo lavoro I dinosauri e le rose: una ricerca su un certo tipo di ritratto, caratterizzata da un ritmo narrative. Universita Bocconi di Milano: Frammenti di un centesimo di secondo, a cura dell’ISU Bocconi. Galleria “II Cancello” di Milano.
1996
Alla Galleria “II Milione” di Milano: Scomposizioni. Opere di Maria Mulas sono esposte in vari musei d’arte moderna del mondo (Sidney, Pechino, Edimburgo eec.). Collabora stabilmente con diverse testate italiane ed estere e con i maggiori quotidiani italiani.
1998
Al Palazzo dell’Arengario di Milano: Miraggi
1999
Festival della Fotografia di Lecco. E autrice di importanti libri fotografici: Milano vista da… (1973), Hans Richter (1976) e Annotazioni sul linguaggio di Hans Richter (1978) e Sul linguaggio organico di Henry Moore (1977).
ASSOCIAZIONE CULTURALE RENZO CORTINA
Via Mac Mahon 14 (20155)
+39 0233607236
artecortina@artecortina.it
www.artecortina.it
per scaricare l’invito all’evento cliccate QUI
orario: 10.00/12.30 – 16.30/19.30 , chiuso la domenica e il lunedì mattino
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: ingresso libero
vernissage: 19 maggio 2009. ore 18.30
catalogo: in galleria. Cortina Arte Edizioni
curatori: Susanne Capolongo, Stefano Cortina
Aldo Bonasia – Anni Settanta
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Milano – dal 19 marzo al 30 aprile 2009
Pochi fotografi italiani hanno avuto il coraggio di Aldo Bonasia. Nato a Bitonto nel 1949, si è affermato giovanissimo a Milano come fotografo di moda, ma ha presto preferito il mondo del reportage, fondando a soli 23 anni l’agenzia DFP, Documents for Press, che si è a sua volta presto affermata come la più innovativa nel fotogiornalismo di allora. Ha saputo circondarsi di alcuni dei migliori talenti tra i giovani di Milano e Roma, spesso divenuti poi noti professionisti, ma le immagini migliori erano sempre le sue: fotografie che documentavano soprattutto il mondo giovanile di allora, le manifestazioni extraparlamentari, gli scontri con le forze dell’ordine. Fotografie diventate celebri, icone riconosciute di quella stagione, tanto che la Triennale ha dedicato ad esse, trent’anni dopo. un’intera sezione della mostra “Il ’68 e Milano”. E che ancora conservano la drammatica forza che Aldo Bonasia, muovendosi senza apparente paura tra cariche della polizia e molotov dei manifestanti, è riuscito a testimoniare.
Ma non c’è solo violenza nei bianchi e neri della mostra personale, la prima mai tenuta a Milano, che la galleria Bel Vedere dedica a Bonasia a partire dal prossimo 19 Marzo. Ci sono diverse altre immagini, spesso inedite, attraverso le quali il fotografo ci racconta, con la sua asciutta durezza, ma anche con una inaspettata, dolce ironia, avvenimenti e personaggi degli anni Settanta: quel periodo della nostra storia in cui al boom economico ed alle fiammate del Sessantotto e del Post-Sessantotto seguirono le lotte operaie, gli attentati e il terrorismo, determinando molti percorsi dei decenni successivi, fino ai giorni nostri. Ma la testimonianza di Aldo Bonasia si è fermata allora: tranne brevi eccezioni, non ha più impugnato la sua Nikon fino alla morte, avvenuta nel 1995.
Gran parte delle foto presentate sono le stesse che Bonasia segnò con il pennarello rosso nei suoi provini a contatto, mentre altre, mai stampate sinora, ci trasmettono punti di vista diversi delle situazioni da lui immortalate. Tutte si ritrovano nel catalogo Bel Vedere-Electa, che si avvale dei testi di Ando Gilardi e Giovanna Calvenzi e del contributo grafico di Maurizio Zanuso. La mostra è curata da Roby Schirer, con la preziosa collaborazione di Davide Bonasia, che ha molto contribuito a selezionare i negativi dall’archivio del padre.
All’inizio degli anni ’70 Bonasia ha realizzato le sue immagini migliori; aggressive ed intense, non trasmettono solo manifestazioni di piazza, ma fatti personaggi e trasgressioni, documento di un passato ancora attuale, di un uomo di grande coraggio che ha rivoluzionato il fotogiornalismo italiano
GALLERIA BEL VEDERE
Via Santa Maria Valle 5 (20123)
+39 0245472468 , +39 0245472469 (fax)
info@belvedereonlus.it
Galleria Bel Vedere Website
orario: da martedì a domenca ore 13-20 (possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: ingresso libero
vernissage: 19 marzo 2009. ore 18.00
catalogo: in galleria. catalogo Bel Vedere Electa, testi Calvenzi e Gilardi, 120 pag., 30 €
curatori: Roby Schirer
TALENT SEEKERS – Il Concorso

Associazione Internazionale dei professionisti dell’arte, della cultura e della comunicazione TALENT SEEKERS nasce nel ottobre del 2008 con il proposito di costruire una rete internazionale di professionisti e gestori culturali che li aiuti a raggiungere i propri obbiettivi e che allo stesso tempo permetta di contribuire alla scoperta e alla promozione di nuovi talenti.
L’idea sorge dalla convinzione per cui noi, gestori dei contenuti creativi abbiamo un potere individuale che se moltiplica, quando lavoriamo in collaborazione con altre aziende del settore, un potere che si fa ancora più grande, quando la nostra attività è pienamente motivata dagli interessi dei creatori e dei consumatori dei contenuti, della cui diffusione siamo i responsabili.
In questo senso, abbiamo sviluppato una serie di strumenti che dimostrano che collaborare produce più benefici della competizione. In poche parole, disponiamo di un’applicazione che consentirà ad ogni professionista associato di diffondere notizie e annunci relativi ai suoi propri progetti, utilizzando per questo i differenti canali di diffusione che saranno generati progressivamente nel TALENT SEEKERS in ogni campo e lingua rappresentata.
Il concorso
Il nome TALENT SEEKERS sarà collegato all’idea dei premi internazionali di cui lo scopo sarà dare risalto a 100 autori l’anno in ognuna delle seguenti discipline:
• Fotografia.
• Pittura, disegno, incisione.
• Arte digitale, Net art.
• Cinema, video, animazione.
• Scultura.
• Musica.
• Letteratura, filosofia, giornalismo.
• Istallazioni, performance art.
• Disegno web, disegno grafico.
• Categoria libera (*)
La prima edizione dei “PREMI INTERNAZIONALI DI TALENT SEEKERS” consterà delle seguenti fasi (**):
• FASE 1 (01.10.2008-31.12.2009): Il tramite di tutte le candidature ricevute degli autori e membri della giuria.
• FASE 2 (01.01.2009-31.12.2009): Votazioni del pubblico.
• FASE 3 (01.01.2010-31.01.2010): Votazioni della giuria, presentazione dei 1.000 autori scelti dal pubblico organizzati in funzione dell’opinione della giuria e dell’annuncio dei premi.
(*) Categoria libera: architettura, disegno, moda, ceramica, artigianato, ecc.
(**) TALENT SEEKERS si riserva il diritto di modificare le date indicate per ogni fase.
I premi
I 1.000 autori selezionati dal pubblico saranno presentati nello storico del portale distribuito in 10 gruppi di 100 autori ognuno (uno per categoria) ed ordinato in funzione dei voti ricevuti da parte della giuria. Questo spazio sarà ampiamente promosso fra i nostri utenti.
In base ai supporti che potremo ottenere da parte degli sponsor, assegneremo una serie di premi agli autori più distaccati. Questi premi saranno annunciati durante le fasi 2 e 3 del concorso (*).
La nostra consegna dei premi sarà accompagnata ad una vasta campagna di promozione on-line diretta verso le migliaia dei mezzi di comunicazione presenti nella base dei dati del TALENT SEEKERS.
(*) TALENT SEEKERS si riserva il diritto di modificare o annullare i premi annunciati in precedenza quando questi premi dipendono direttamente da altre persone o aziende estranee alla nostra organizzazione.
Gli autori
Potrà partecipare qualunque autore o autrice pertinente ad una delle 10 categorie in cui il concorso è costituito. Dovrà semplicemente compilare un modulo processato dal personale di TALENT SEEKERS. In questo modulo dovrà presentare una sua foto o del suo gruppo e un indirizzo web dove compare esposta la sua opera.
Si valuterà ogni autore o autrice dall’insieme dell’opera che compare nella pagina web che si è presentata al concorso nella categoria corrispondente. In altre parole, si voterà l’autore e non un’opera particolare.
Con lo scopo di non danneggiare la carriera professionale degli autori presentati, si pubblicherà solamente i voti ricevuti per i 100 autori eccezionali in ogni categoria, queste informazioni non saranno rivelate fino a, quando non sarà conclusa la “Fase 3” del concorso. Vale a dire, si risalterà i vincitori, però non ci saranno perdenti.
Tutti gli autori partecipanti nell’attuale edizione dei “PREMI INTERNAZIONALI DI TALENT SEEKERS” sceglieranno automaticamente di partecipare all’edizione seguente senza necessità di dovere ripetere il processo d’iscrizione, considerando inoltre che ogni autore o autrice potrà uscirne quando lo ritenga opportuno.
Il pubblico Voi, il pubblico amante dell’arte, della musica e della letteratura, sarete una parte fondamentale nel momento di aiutarci a scoprire quegli autori che considerate meritano l’appoggio e la promozione da parte dei settori professionali.
In poche parole, avrete la responsabilità di scegliere i 100 autori più popolari in ognuna delle 10 categorie presentate al concorso (1.000 autori complessivamente). Per partecipare, dovete semplicemente completare una scheda d’iscrizione.
Come membri di TALENT SEEKERS, potrete accedere alle notizie pubblicate dai professionisti dei differenti settori rappresentati, così come ricevere via email quelle notizie che ci avevate indicato essere di vostro particolare interesse.
Con lo scopo di garantire la legittimità delle votazioni, TALENT SEEKERS si riserva il diritto di annullare tutti i voti che potrebbero essere emessi fraudolenti ammesso che si rilevi un modello di comportamento insolito o sospettoso. In questo senso, inoltre abbiamo disponibili programmi di controllo necessari per evitare che una stessa persona emetta più di un voto ad un autore o autrice da uno stesso indirizzo IP.
Il pubblico
Voi, il pubblico amante dell’arte, della musica e della letteratura, sarete una parte fondamentale nel momento di aiutarci a scoprire quegli autori che considerate meritano l’appoggio e la promozione da parte dei settori professionali.
In poche parole, avrete la responsabilità di scegliere i 100 autori più popolari in ognuna delle 10 categorie presentate al concorso (1.000 autori complessivamente). Per partecipare, dovete semplicemente completare una scheda d’iscrizione.
Come membri di TALENT SEEKERS, potrete accedere alle notizie pubblicate dai professionisti dei differenti settori rappresentati, così come ricevere via email quelle notizie che ci avevate indicato essere di vostro particolare interesse.
Con lo scopo di garantire la legittimità delle votazioni, TALENT SEEKERS si riserva il diritto di annullare tutti i voti che potrebbero essere emessi fraudolenti ammesso che si rilevi un modello di comportamento insolito o sospettoso. In questo senso, inoltre abbiamo disponibili programmi di controllo necessari per evitare che una stessa persona emetta più di un voto ad un autore o autrice da uno stesso indirizzo IP.
La giuria
Potranno partecipare come membri della giuria i professionisti che possano garantire la loro specializzazione in una o più delle 10 categorie del concorso: discografia, editoria, produzione, rappresentanza artistica, gli agenti, le gallerie, i mezzi di comunicazione, i portali culturali d’Internet, i gestori culturali, i giornalisti specializzati, professori, ecc.
Essendo i ”PREMI INTERNAZIONALE DI TALENT SEEKERS” un concorso orientato verso la scoperta degli autori sconosciuti dal gran pubblico, potrebbero anche essere membri della giuria anche gli artisti, i musicisti, gli scrittori ed altri creativi il cui riconosciuto prestigio sconsigli la sua partecipazione come autori. Per questo dovranno semplicemente garantire una traiettoria professionale che confermi la loro richiesta.
I membri della giuria avranno una serie di benefici, fra i quali la possibilità di offrire i loro servizi professionali e di diffondere notizie e annunci internazionalmente. La diffusione sarà realizzata attraverso le nostre liste di posta, i notiziari on-line ed un originale sistema di scambio di notizie e annunci con altri mezzi, così moltiplicando il suo potere di comunicazione. In più tutte le nostre notizie saranno dirette verso un pubblico che avrà espresso in precedenza il suo desiderio di riceverle e che ci avrà indicato gli argomenti concreti di suo interesse, così come le differenti lingue in cui possono essere preparate.
Il suo unico impegno, come membro della giuria, sarà di esaminare on-line i 100 autori finalisti nella categoria o categorie in cui è stato ammesso e votare in modo anonimo e durante il periodo specificato, gli autori che considera di qualità. In principio, questo periodo sarà gennaio di 2010.
Gli sponsor
Potranno essere sponsor tutti quegli individui, istituzioni o aziende che desiderano sostenere il nostro progetto. Nel TALENT SEEKERS ci sarà spazio per tutti (*). In particolare sono tre i modi di collaborazione alla sua disposizione:
• OPZIONE A: Donare a TALENT SEEKERS un importo di denaro che sarà totalmente destinato alla diffusione del progetto o a qualunque altro obiettivo prima accordato.
• OPZIONE B: Presentare un premio in moneta o in specie ad una o vari autori selezionati. Per esempio, la pubblicazione di un libro, CD o DVD, l’organizzazione di un concerto o di una mostra, l’acquisto di un’opera di uno degli autori vincitori, ecc.
• OPZIONE C: Trasmettere un avviso ufficiale agli utenti della sua organizzazione, pubblicare una notizia nel suo mezzo e/o includere un banner di TALENT SEEKERS nella sua pagina web.
(*) La posizione che ogni sponsor occupa nella pagina web di TALENT SEEKERS e il suo inserimento nelle nostre liste di posta ed in altri mezzi di diffusione alla nostra disposizione dipenderà dal suo grado d’implicazione con il progetto. A meno che nei casi accordati prima, TALENT SEEKERS applicherà in questo senso il suo proprio criterio di decisione.
Per maggiori informazioni:
Tutti i contenuti di questo post sono ricavate direttamente dal sito dell’Associazione.




