Unknown Weegee – Cronache Americane


Oltre cento opere del fotografo americano provenienti dal prestigioso International Center of Photography di New York saranno esposte a Palazzo della Ragione di Milano. New York come non l’avete mai vista attraverso l’obiettivo implacabile di Weegee

“He will take his camera and ride off in search of new evidence that his city, even in her most drunken and disorderly and pathetic moments, is beautiful.”
William McCleery in Naked City (Da Capo Press, New York 1973)

La mostra Unknown Weegee: cronache americane – organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, Palazzo Reale, 24 ORE Motta Cultura e dall’International Center of Photography di New York – presenta, a Palazzo della Ragione, un centinaio di opere del fotoreporter americano provenienti dall’ICP.

I soggetti preferiti da Weegee (all’anagrafe Arthur Fellig) sono la città di New York e i suoi abitanti: con il suo obiettivo affronta le tensioni razziali, i problemi economici, i razionamenti bellici, e l’invasione glamour di Hollywood, e ci porta negli anni Trenta, in una città che cerca di risollevarsi dalla Depressione, sino all’ansioso spaccato della società americana dopo la seconda Guerra Mondiale.

Tra il 1935 e il 1945 il fotografo ha creato un nuovo stile: dalle drammatiche scene del crimine, palazzi in fiamme, incidenti stradali alle immagini della vita quotidiana dei newyorkesi, dagli incontri amorosi a Coney Island alle serate esclusive al Metropolitan Opera.

Nei suo scatti Weegee ha combinato il sapiente uso duro del flash, tipico delle immagini di cronaca e delle “paparazzate”, con un suggestivo e personale punto di vista, spostando l’attenzione dalla scena del crimine alla folla dei testimoni.

Ha passato vent’anni lungo le strade della città, giorno e notte, alla ricerca di uno scatto cercando di arrivare sulla scena ancora “calda”. Weegee ha catturato New York nel suo fantastico insieme: Harlem, Chinatown, Bowery e Times Square, tra parate patriottiche, concerti, bar e caffè affollati. Bambini, animali, ballerine, criminali e poliziotti sono gli improbabili protagonisti dell’insaziabile obiettivo del fotografo.

Molte delle sue foto apparvero su PM, un quotidiano “libero” newyorkese che combatteva contro ogni tipo di oppressione e discriminazione. Un’importante ascendente nel suo lavoro di fotoreporter è stata anche l’adesione alla Photo League, un’influente organizzazione che promuoveva fotografie sulle working classes.

L’esposizione Unknown Weegee: cronache americane è accompagnata dal catalogo, pubblicato da ICP/Steidel, con saggi di Luc Sante, Cynthia Yuong e Paul Strand.

Weegee (all’anagrafe Arthur Fellig) nasce nel 1899 a Lemberg in Austria (attuale Ucraina) e arriva a New York nel 1910. Lascia la scuola a quattordici anni e inizia una serie di lavoretti sino a quando diventa assistente di camera oscura e collabora con il New York Times e Acme Newspictures. Nel 1936 lascia l’Acme per dedicarsi all’attività di fotogiornalista free-lance. Equipaggiato di una Speed Graphic inizia una frenetica attività frequentando il quartier generale della Polizia di Manhattan. Le sue foto vengono pubblicate negli articoli di cronaca delle principali testate newyorkesi: Herald Tribune, Daily News, Post, World-Telegram, Journal America, Sun… La sua fama è talmente nota al Dipartimento di Polizia a Spring Street che Weegee può organizzare la sua attività basando un ufficio personale ed informale all’interno dell’Ufficio Persone Smarrite. Nel 1938 è il primo cittadino di New York a ricevere il permesso di istallare il sistema radio della polizia sulla sua autovettura Chevrolet, sulla quale monta anche la sua attrezzatura fotografica a da stampa per utilizzarla anche come camera oscura. Nel 1941 espone la sua prima personale al Photo League di New York che apre con il titolo “Weegee: Murder is My Busines”. Durante questo periodo inizia a sperimentare anche con una macchina da presa 16 mm. Nel 1943 il Museum of Modern Art di New York acquista cinque fotografie di Weegee che vengono esposte nella sezione permanente “Action Photography”. Due anni dopo nel 1945 viene pubblicato Naked City (New York: Duell, Essential Books), il suo primo catalogo di fotografie cui segue una campagna pubblicitaria nazionale, e che ispirerà il film The Naked City e la successiva serie TV Naked City (1958). In questo periodo inizia anche la collaborazione con Vogue. Nel 1946 viene pubblicato Weegee’s People (New York: Duell, Essential Books). Nel 1947 si trasferisce a Hollywood per consentire a Weegee di seguire come consulente la lavorazione del film Naked City. Ritorna a New York e realizza la serie di distorsioni – che egli stesso definisce caricature dei ritratti di celebrità dello spettacolo e del mondo politico – che pubblicherà insieme a Mel Harris in Naked Hollywood (New York: Pellegrini and Cudahy). Le distorsioni vengono pubblicate anche nel numero di luglio di Vogue. Nel 1961 pubblica la sua autobiografia Weegee by Weegee (New York: Ziff-Davis). Muore nel 1968.

Milano – dal 20 giugno al 12 ottobre 2008

orario: lunedì 14.30 – 19.30, martedì – domenica 9.30 – 19.30 (La biglietteria chiude un’ora prima)
(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: 7 € intero, ridotti 5 e 4 €

vernissage: 20 giugno 2008. ore 18.30

catalogo: ICP/Steidal

note: Organizzazione mostra 24 ORE Motta Cultura – Settore mostre email: mostre@mottaeditore.it

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