Maria Mulas – 500a mostra della Galleria Cortina


Paloma Picasso e Renzo Cortina

Milano – dal 19 maggio al 6 giugno 2009

per scaricare l’invito all’evento cliccate QUI

La Galleria Cortina, ora Cortina Arte, in occasione della 500° mostra rende omaggio alla grande fotografa Maria Mulas, esponente di spicco della fotografia italiana. L’esposizione presenta una serie di scatti, testimonianze della vita artistica e culturale della Galleria fondata da Renzo Cortina nel 1962, foto realizzate da Maria Mulas nella sua lunga frequentazione dello spazio dell’amico Renzo.

Completano la rassegna alcuni ritratti dei molti personaggi che hanno animato l’attività culturale della “Cortina”, artisti, scrittori, giornalisti, politici, amici.

Ed è l’amicizia fra Maria e Renzo che viene qui celebrata, la grande artista fotografa e la galleria storica in occasione di una ricorrenza così importante come la mostra n° 500 dopo quarantasette anni di storia. I protagonisti di questa lunga vicenda resi eterni dall’estro delle immagini di Maria Mulas.

Cenni Biografici sull’artista
Maria Mulas si stabilisce a Milano nel 1956, e inizia qui il lavoro artistico attraverso la fotografia a metà degli anni Sessanta. Tra il 1965 e il 1976 realizza soprattutto fotografie di teatro e ritratti, e nello stesso tempo conduce una ricerca su riti cosiddetti “sociali”. “Se fotografare e un modo di raccontare senza essere interrotti (ne contraddetti) – ha ben scritto di lei Lea Vergine nel 1985 – si potrà ben sostenere, nel caso di Maria Mulas, che il suo non e solo un discorso ma una girandola, addirittura un fuoco di artificio, con esiti clowneschi e raggelati al tempo stesso”.

A un certo punto non mi e più bastato “fare una fotografia” e metterla lì. E’ diventato predominante il bisogno di rompere questo schema. La fotografia in sé è per me oggi un limite: ho bisogno di sequenze, di metamorfosi, di ripetere fino all’ossessione. In alcuni di questi lavori il soggetto ritratto riflette, alla lettera, ciò che a sua volta stà guardando: la laguna e il vaporino, negli occhiali. E come se si ribellasse così alla propria condizione di preda, alla propria passività. Per un momento l’occhio del fotografo insegue qualcosa che riesce invece a sfuggirgli e “ferma”, o meglio cattura, proprio questa fuga. Nelle fotografie “sconnesse” il gioco completa questo pensiero. La macchina fotografica allarga le proprie possibilità: non si limita a fissare un momento e cioè un punto, ma conquista una durata – come se si potesse vedere il trascorrere di quel momento per qualche secondo, il suo slittare nel prima e nel dopo di quell’attimo, nel sopra e nel sotto di quello spazio. Ma soprattutto si cerca, di quel punto, l’interna incoerenza e la vertigine che ci può procurare.

Le fotografie di ritratti di Maria Mulas non sono soltanto la registrazione tecnica di una fisionomia-di una faccia, di un corpo. Si potrebbe dire che nei suoi ritratti più belli si mette in scena un affetto. Questi ritratti sono il frutto di un incontro. L’altro si fa avanti, si offre allo sguardo che pretende di vederlo e di conoscerlo. (Ho detto “sguardo”, non ho detto “obiettivo”). E’ lo sguardo di Maria Mulas che guarda e conosce. E lo sguardo, letteralmente, che produce la fotografia. La macchina fotografica registra questo incontro, questo “affetto”. Docilmente, ne fissa una traccia.
Chi e stato fotografato anche soltanto una volta da Maria Mulas non ricorda soltanto di essere stato fissato da una macchina fotografica. Ricorda di essere stato guardato dagli occhi di Maria Mulas. Ricorda, magari, anche qualche parola che ha scambiato con lei – prima, durante e dopo il momento dello scatto.
In qualche modo, ogni ritratto di Maria Mulas e anche un effetto di amicizia. E questo, forse, che ne definisce la qualità.

1976
Tiene la prima mostra personale alla galleria Diaframma di Milano, dove espone una raccolta di ritratti che rivelano una sottile e spietata critica sociale.

1979
Presenta alla galleria “II Milione” di Milano una serie di ritratti di intellettuali e artisti internazionali (Biennale 78 – P.A.C. 79), dove l’esperimento tecnico sull’obiettivo grandangolare 20 mm diviene tutt’uno con la scelta del personaggio, con le sue valenze simboliche: le immagini sono idee. Con Lea Vergine e su incarico del Comune di Milano conduce una ricerca sulla generazione di artiste che operarono nelle file delle avanguardie storiche: esegue una serie di ritratti di artiste nei loro studi (Sonia Delaunay, Maret Oppenheim, Bice Lazzari, Marcelle Can ecc.) ritratti che vengono esposti a Palazzo Reale a Milano e a Palazzo delle Esposizioni a Roma, nella mostra L’altra meta dell’avanguardia (1980).

1982
All'”Unione culturale” di Palazzo Carignano a Torino presenta uno serie di pannelli concettuali sull’architettura, in cui attraverso variazioni di distanze e di punti di ripresa vengono alterati e reinventati oggetti e particolari architettonici.
1984
Espone alla scuola di San Giovanni Evangelista a Venezia, Il Quartette, in sequenze che ricordano la struttura filmica, i ritratti degli artisti Beuys, Fabro, Cucchi e Nauman.
1985
A Parma, nello spazio espositivo del “Mercante in Fiera”, ha luogo la mostra Maria Mulas: Fotografia 1970-1980.
1988
Presso la galleria “II Milione” di Milano, presenta una serie di ritratti, risultato di una ricerca espressiva condotta senza I’intervento di un obbiettivo che deforma o migliora i soggetti ma, come sempre, rivolta tutta allo stadio del rapporto stretto che corre tra carattere e comportamento. Se, nelle fotografie di architettura, Maria Mulas si occupa del particolare anomalo che, attraverso I’uso della luce, modifica il significato dell’opera, nei ritratti, invece, mira alla sintesi. E come è vero che il pittore dipinge sempre lo stesso quadro, lo scrittore scrive sempre lo stesso libro, lei ripercorre a approfondisce le medesime situazioni culturali, sociali e di costume.
1989
Espone nel chiostro dello Juvara a Torino.
1990
Alla galleria d’arte moderna di Partenò, poi alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna, la mostra Vis à Vis, una serie di ritratti di intellettuali. Alla Cascina Grande di Rozzano (Milano): Maria Mulas: ritratti di artiste ieri e oggi.
1991
Palazzo dei Diamanti a Padiglione d’Arte Contemporanea di Ferrara: Maria Mulas 1970-1990 – Scrittura della luce. Galleria d’Arte Moderna di Suzzara. Pubblica, per le Edizioni A.D.O.N.A.L, un calendario con i ritratti di 13 artiste.
1992
All’Associazione Scenidea di Salerno: Donne di teatro e teatro di donne.
Al Castello Pasquini di Castiglioncello: Sessantacinque ritratti più uno. All’U.S.I.S. (United States Information Service) di Milano Maria Mulas – New York Flash. Alla galleria “L’Arsenale” di Iseo (Brescia).
1993
Libreria Feltrinelli di Via Manzoni a Milano: Reportage per un editore. Rocca Paolina di Perugia: Tricromie – Zapping – Riprese in diretta. Galleria Plurima di Udine: Ossessione.
1994
Galleria Vigato di Alessandria (con Marco Rotelli). A Morterone (Lecco), per I’Associazione Culturale Amici di Morterone: Ri-tratti 1974-
1994.
Samithra Arte Studio di Ravenna: Rursum Felix: Ravenna vista da Maria Mulas.
1995
Alla Biennale di Venezia, partecipa alla mostra organizzata dall’lstituto Artistico dei fratelli Alinari di Firenze: 1895-1995 L’io e il suo doppio (a cura di Italo Zannier). Sempre per la Biennale, nell’ambito della mostra Identità e differenza – Libri d’artiste, espone il suo lavoro I dinosauri e le rose: una ricerca su un certo tipo di ritratto, caratterizzata da un ritmo narrative. Universita Bocconi di Milano: Frammenti di un centesimo di secondo, a cura dell’ISU Bocconi. Galleria “II Cancello” di Milano.
1996
Alla Galleria “II Milione” di Milano: Scomposizioni. Opere di Maria Mulas sono esposte in vari musei d’arte moderna del mondo (Sidney, Pechino, Edimburgo eec.). Collabora stabilmente con diverse testate italiane ed estere e con i maggiori quotidiani italiani.
1998
Al Palazzo dell’Arengario di Milano: Miraggi
1999
Festival della Fotografia di Lecco. E autrice di importanti libri fotografici: Milano vista da… (1973), Hans Richter (1976) e Annotazioni sul linguaggio di Hans Richter (1978) e Sul linguaggio organico di Henry Moore (1977).

ASSOCIAZIONE CULTURALE RENZO CORTINA
Via Mac Mahon 14 (20155)
+39 0233607236
artecortina@artecortina.it
www.artecortina.it

per scaricare l’invito all’evento cliccate QUI

orario: 10.00/12.30 – 16.30/19.30 , chiuso la domenica e il lunedì mattino
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: ingresso libero
vernissage: 19 maggio 2009. ore 18.30
catalogo: in galleria. Cortina Arte Edizioni
curatori: Susanne Capolongo, Stefano Cortina

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