Gianni Berengo Gardin – Milano, laurea honoris causa


Gianni Berengo Gardin

Milano, 4 mag. (Apcom) – L’Università degli Studi di Milano conferirà il prossimo 11 Maggio la laurea honoris causa in Storia e critica dell’arte al fotografo Gianni Berengo Gardin. A quasi cinquant’anni dalle ultime lauree honoris causa conferite a Eugenio Montale e a Riccardo Bacchelli, la Facoltà di Lettere e Filosofia, assegna questo riconoscimento a un grande fotografo italiano e all’editore Massimo Vitta Zelman, due figure legate alla città di Milano e “la cui opera, sia pure dai differenti versanti dell’ingegno creativo e della lungimirante sapienza imprenditoriale, – spiegano dall’ateneo – ha mirabilmente segnato la cultura artistica ed editoriale della nostra città”. Maestro del neorealismo fotografico, Berengo Gardin è tra le maggiori personalità della fotografia internazionale ed è punto di riferimento fondamentale anche per il mondo della comunicazione visuale. Il suo lavoro è stato esposto in centinaia di mostre personali che ne hanno celebrato creatività e straordinario talento in tutto il mondo, tra cui la grande retrospettiva del 2005 a Forma, Centro Internazionale di Fotografia di Milano. Ha pubblicato oltre 200 libri fotografici e nel 2008 gli è stato assegnato a New York il Premio Lucie Award alla carriera.

A Gianni Berengo Gardin e a Massimo Vitta Zelman
la Laurea honoris causa in “Storia e critica dell’arte”

Sala Napoleonica, Palazzo Greppi
Via S.Antonio, 12

Lunedì 11 maggio 2009
ore 16.00

Su iniziativa della Facoltà di Lettere e Filosofia, Gianni Berengo Gardin e Massimo Vitta Zelman riceveranno il prossimo 11 maggio la laurea honoris causa in “Storia e critica dell’arte” dall’Università degli Studi di Milano.

A quasi cinquant’anni dalle lauree honoris causa conferite a Eugenio Montale e a Riccardo Bacchelli, la Facoltà di Lettere e Filosofia, privilegiando uno tra i suoi corsi di studio di più recente attivazione, torna a proporre l’importante riconoscimento scegliendo due personalità inscindibilmente legate a Milano, la cui opera, sia pure dai differenti versanti dell’ingegno creativo e della lungimirante sapienza imprenditoriale, ha mirabilmente segnato la cultura artistica ed editoriale della nostra città.

Maestro del neorealismo fotografico, Berengo Gardin è tra le maggiori personalità della fotografia internazionale ed è punto di riferimento fondamentale anche per il mondo della comunicazione visuale. Il suo lavoro è stato esposto in centinaia di mostre personali che ne hanno celebrato creatività e straordinario talento in tutto il mondo. Ha pubblicato oltre 150 libri fotografici e nel 2008 gli è stato assegnato il Premio Lucie Award alla carriera.

Figura di riferimento centrale nell’editoria d’arte internazionale, Massimo Vitta Zelman ha profondamente segnato la cultura editoriale italiana contemporanea.

Dapprima con Electa e in seguito con Skira, di cui è attualmente presidente e amministratore delegato, le sue innovative doti imprenditoriali hanno rivoluzionato natura e regole del settore dei cataloghi di mostre, trasformati in prodotti editoriali raffinatissimi, veicoli preziosi per la diffusione della cultura artistica in tutto il mondo.

Ufficio Stampa Università degli Studi di Milano
Dott.ssa Anna Cavagna
Dott.ssa Glenda Mereghetti
tel. 02 50312983 – 02 50312025

2 comments

  1. ragazzi ma voi siete d’accordo con le lauree ad honorem? Io sinceramente no! Non capisco perchè le persone normali devono sudare 5 anni sui libri per ottenere la laurea, mentre ad alcuni personaggi noti viene regalata!! Io devo studiare e lavorare (tant’è che mi sono iscritta ad un’università telematica unisu), faccio dei corsi aggiuntivi di formazione e non mi sembra proprio giusto che chi non fatica per nulla ottiene la laurea così… senza aver dato nemmeno un esame!

  2. Ci sono lauree e lauree… certo quella data a Vasco Rossi, piuttosto che Valentino, può avere un senso diverso.

    Nel caso specifico (Gianni Berengo Gardin) la sua laurea ad honoris causa (onore della causa) ha un senso puramente artistico/culturale. Tutto ciò che ha fatto per la fotografia con la fotografia serve solo ad ampliare quello che è il valore culturale personale ed evolutivo dell’uomo. Tradotto “se non avesse fatto ciò che ha fatto con la fotografia, molte cose non sarebbero studiabili, sfruttabili e percettibili”.

    Io personalmente, in certi casi, sono favorevole. Altri casi molto meno.

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