E’ morto Irving Penn


Irving Penn

29 minuti fa si leggeva questa notizia:
“NEW YORK — Famed fashion and celebrity photographer Irving Penn has died at age 92.
His death Wednesday was announced by his photo assistant Roger Krueger.
Penn was known for images that revealed a taste for stark simplicity — whether he was shooting celebrity portraits, fashion, still life or remote places of the world.
His career began in the 1940s as a fashion photographer for Vogue. He left the magazine in 1944 to join the military, but returned to Vogue in 1946, taking travel assignments in addition to his fashion work.
In the 1950s, Penn moved into portraiture. He photographed both famous and ordinary people.”

Una notizia che lascia senza parole. Una notizia che lascia sicuramente un vuoto, che le parole non colmano.

L’ultima volta che ho visto le sue foto esposte è stato alla mostra EXTREME BEAUTY di Vogue America al Palazzo della Ragione a Milano. Uno schiaffo alla sua arte con una istallazione priva di rispetto. Chi ha letto la mia recenzione su questo blog sa di cosa parlo. Ma spendere parole per questo ora è inutile.

Ci ha lasciati alla giovanissima età di 92 anni portando coin se tutto ciò che la fotografia di moda dovrebbe trasmettere. Tutto ciò che bisognava esprimere in uno scatto di moda lui lo sapeva e lo si vedeva.

Chi era Irving Penn? Wikipedia ci dice:
Dopo le scuole pubbliche, compiuti i diciotto anni, si iscrisse al corso di disegno pubblicitario della durata di quattro anni tenuto da Alexej Brodovitch, capo redattore di Harper’s Bazar magazine presso la School of Industrial Art di Philadelphia.

Nel 1938 riuscì a lavorare come art director allo Junior League Magazine. A venticinque anni lasciò il lavoro e partì per il Messico dove iniziò a dipingere, ma dopo un anno si convinse che non sarebbe mai diventato un grande artista e, tornato a New York, nel 1943 divenne assistente di Alexander Liberman, art director della rivista Vogue. Nel 1948 realizzò alcuni servizi per la rivista in Perù, mentre le diverse campagne fotografiche legate al mondo della moda realizzate nel corso degli anni cinquanta gli conferirono la prima fama internazionale.

Nel 1967 creò un piccolo studio fotografico da viaggio, con il quale era in grado di fotografare sullo stesso scenario in ogni parte del mondo e in ogni condizione: nacque cosi la famosa serie deiWords in a small rooms (mondi in una piccola stanza), nella quale si alternavano ritratti di personaggi celebri e fotografie di gruppo dove l’etnografia si mescolava alla moda.

Mentre proseguiva la sua attività di fotografo di moda, nel 1977 il Metropolitan Museum di New York presentò il ciclo Street Material (materiale di strada), nel quale Penn fotografava i resti abbandonati dell’esistenza quotidiana, conferendo loro un nuovo valore estetico.

Nel 1980 vennero esposti per la prima volta i nudi realizzati nel 1950, mentre nel 1986 vide la luce una nuova serie di nature morte, questa volta dedicate ai crani animali. Divenuto ormai uno dei fotografi più rinomati del mondo, si susseguono le mostre e le pubblicazione a lui dedicate. In particolare, si ricordano le retrospettive al MOMA di New York nel 1984, quella alla National Portrait Gallery di Washington nel 1990 e quella prodotta dal Moderna Museet di Stoccolma nel 1995, in occasione di una grande donazione del fotografo al museo svedese.

Irving Penn si distinse per il suo stile classico che rompeva con l’impostazione sperimentale delle avanguardie e presentava la figura da ritrarre in forte contrasto con lo sfondo. Alcune sue immagini sono riconoscibili: spesso si trattava di ritratti eseguiti disponendo il soggetto da riprendere davanti a due fondali disposti ad angolo.

Solo la voce di chi lo consceva e conosceva le sue foto effettivamente potrebbe dirci chi era.

Poche parole, non so cosa scrivere ed onestamente ho anche il magone.
Questo solo il mio diritto di notizia. Questo il mio piccolo omaggio che gli era dovuto.

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One comment

  1. A pensare che anche ieri sera casualmente avevo ripreso in mano il bel saggio INVOGUE sulla storia di Vogue nella sezione ETERNAL PENN, viene il magone anche a me. Ogni giorno penso alle sue foto quando inizio a scattare. Ho comprato molto spesso Vogue USA o Vogue España (pure pochi giorni fa) per vedere le sue ultime intuizioni. Un lutto immenso che credo di condividere con molti.

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