Tutto per una foto a tutti i costi


corserafoto

 

È successo già milioni di volte, quasi ad ognuno di noi, di trovarsi nella stessa situazione di Daniel Morel. Vedere la propria foto usata da altri senza la benché minima autorizzazione. Una chiamata. Una mail. Un semplice cenno che facesse presupporre una buona fede del giornale.

E pure, alla fine, dopo anni di discussioni in tavole rotonde, convegni, incontri e anche chiacchiere da Bar, qualcuno si è reso conto che esistono delle leggi che vanno rispettate e il dovere di cronaca non deve essere unilaterale.

“Crediamo che sia la prima volta che questi imputati o qualsiasi altra grande agenzia fotografica siano ritenuti responsabili di aver violato intenzionalmente il Copyright Act” è quanto affermano i legali di Daniel, dopo la sentenza storica del giudice distrettuale Alison Nathan nei confronti di AFP e Getty Images, ritenendole violatrici della Digital Millenium Copyright Act e così generando il rimborso storico da 1,2Milioni di Dollari.

 

Nel 2010 Morel aveva scattato 13 fotografie ad Haiti e le aveva caricate su Twitpic, un sito per la condivisione di foto e video su Twitter. Il giorno dopo le immagini – una in particolare, che mostrava una donna che usciva viva dalle macerie a Port au Prince – era stata ripresa e venduta ai clienti delle agenzie Agence France Presse e Getty Images, tra cui diverse reti televisive, il Washington Post e in Italia al Corriere della Sera, che la mise in prima pagina. Morel non aveva però autorizzato le agenzie a distribuire le immagini ai loro clienti.

Dopo vari tentativi da parte di Daniel di contatto per ribadire la verità sul copyright dell’immagine, lo stesso fu denunciato per diffamazione da AFP. Le agenzie hanno detto di aver scambiato le foto di Morel per quelle di un altro utente di Twitter, Lisandro Suero, che le aveva riprese e diffuse dal suo account senza dire chi le avesse scattate.

Adesso, prima di alzare il telefono e chiamare i vostri avvocati, vi inviterei a riflettere sulla questione, sull’accaduto.

Quanto la cosa può aver mosso dell’Etica in queste Agenzie (che probabilmente faranno pulizia licenziando al loro interno un presunto colpevole che era stato istruito ad essere uno squalo) e quanto non sia ora stato penalizzato Daniel nei confronti di quelle agenzie, ma anche di altre, che ne temono la figura, vedendolo addirittura come un pericolo.

Qualsiasi sia il risvolto futuro per le parti in causa, una cosa è certa: Anche se postate foto di altri sui vostri profili twitter, Facebook o di qualsiasi social, se la foto non è vostra, menzionate il credito, oppure potreste essere chiave per un processo di risarcimento.

(fonte: IL POST ONLINE)

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