FUJINON XF16-55mm F2.8 R LM WR


Quelle che sono le diatribe sorte negli ultimi due anni è inutile riportarle qui, ma di sicuro c’è chi sostiene il mondo reflex a spada tratta e chi invece si porta verso il mondo evolutivo e tecnologico delle Mirrorless. Io sono uno di quelli. Uno di quelli che hanno deciso di rischiare. Il rischio in certe è d’obbligo, un po come quando Leica decise di non cimentarsi nel digitale perché non credeva nel futuro di un file. Oggi lo stesso marchio si trova con uno svantaggio tecnologico di 15 anni, che, credetemi, non sono pochi.

Ma non è di questo che dobbiamo parlare oggi. Voglio mettervi a conoscenza dei miei test personali eseguiti sull’attesissima ottica di casa Fujifilm. Il 16-55mm F2.8 costante. Un 24-84mm equivalente che fa discutere di se da quando è stato annunciato un anno fa e che ho atteso per decidere l’upgrade definitivo ed il passaggio al lato oscuro.

AGM-1
AGM – 40mm – 1/125 – F3.2 – ISO400

La prova è stata eseguita sul campo, in modo molto grezzo, senza fronzoli e tenendo in considerazione il meno possibile di parametri, dati tecnici, tabelle comparative, o valori che in fotografia non hanno nessuna rilevanza.
Questo ci porta a dover (volere) verificare questi tre fattori fondamentali: utilizzo, messa a fuoco, qualità.

Le immagini non sono “belle”, non siamo qui a far vedere la bravura nell’utilizzo del software di postproduzione. Le immagini sono “funzionali” allo scopo. Ed ho utilizzato lo strumento più comune per l’esame dei RAW, Lightroom, cercando quindi di rimanere più imparziale possibile.
Di seguito divisi per punti i tre argomenti che possono indurvi a fare la scelta nei confronti di questa ottica.

UTILIZZO
L’ottica sicuramente risulta essere leggermente fuori standard rispetto a quanto ci aveva abituati Fujifilm (peso e dimensione) ma ci sono alcuni limiti fisici che vanno tenuti in considerazione se si vuole ottiche di un certo calibro. È impensabile che si possa ottenere un’ottica dal carattere così forte con pesi e dimensioni più contenute. Già il fatto che si riesca a rimanere in un segmento nettamente inferiore rispetto alle più fortunate sorelle reflex è già tanto.

Mi sono concentrato per questa sezione a cercare di capire la sua ergonomia, la sua massa, il suo peso nei confronti dell’utilizzo sia fisico che legato al corpo macchina.

La Perla – 24mm – 1/125 – F4 – ISO400

È vero che ci si trova ad un primo utilizzo ed una Pre Prod (cioè l’ottica realizzata senza passare dalla catena di montaggio e controllo qualità di produzione) che “potrebbe” avere eventuali difetti che potrebbe avere anche un semplicissimo prototipo, ma dalla prima prova non ho riscontrato nessun errore di sorta.

Il peso dell’ottica non ha inciso sull’intera sessione di lavoro (circa 5 ore di fila) e le dimensioni sembrano solamente fuori standard, ma in realtà non hai nessuna percezione di ingombro elevato. Questo mi ha permesso di girare in città senza alcuna penalizzazione rispetto al mio standard usuale (Fujifilm X-T1 con 18mm F2.0).

Traliccio Energia Elettrica Buccinasco – 55mm – 1/1250 – F2.8 – ISO200

Ho effettuato prove con otturatore meccanico e con otturatore elettronico, fuoco manuale e fuoco automatico. Puntando e pensando e alzando la macchina senza pensare. Non ho mai risentito di nulla. Non ho mai ancora una volta sentito la mancanza del mio “solito” 24-70mm F2.8 II di Canon. Ovviamente un solo giorno di prova non può sostituire una consecutività lavorativa, ma le vibrazioni sono abbastanza buone.

MESSA A FUOCO
Punto cardine dell’uscita di quest’ottica e delle polemiche che si sono lette in giro su social, siti, rumors ed altro è sicuramente la messa a fuoco. Che rientra all’interno delle principali colpe che oggi non porta verso il mercato delle Mirrorless rimando ancora legati alle proprie reflex.
Dato tecnico indispensabile da tenere in considerazione se si vuole acquistare questa ottica è il doppio motore di messa a fuoco che abbatte sensibilmente in gap che si aveva sul ritardo di fuoco (in automatico) tra Mirrorless e Reflex.

Selfie peloso – 55mm – 1/125 – F2.8 – ISO200

La messa a fuoco automatica è indubbiamente molto più veloce delle altre precedenti ottiche di Fuji, rendendo il lavoro sicuramente più veloce e preciso. Non mi sento di poter dire che siamo ai livelli di una reflex, ma di sicuro abbiamo di gran lunga fatto un passo avanti rispetto al parco ottiche attualmente in carico della casa nipponica.
C’è da dire che il vantaggio della messa a fuoco più veloce penalizza un pelino la batteria, in quanto, il doppio motore di messa a fuoco ha bisogno di più energia.
Sono riuscito a scattare, con una intera carica un totale di 181 scatti.
È pur vero che non mi sono limitato con cambi di impostazioni, visioni degli scatti dal display, portandomi anche spesso in situazioni di scarsa luminosità.

Piccolo così – 55mm – 1/125 – F4 – ISO200

Avere più escursione di focale per chi fa street (anche se non lo condivido assolutamente in quanto bisogne rimanere nella scena) è sicuramente un vantaggio per chi ha ancora qualche remora per avvicinarsi ai soggetti. Di fatti ho utilizzato la massima escursione di focale per dare nota delle possibilità in gioco.
La velocità di messa a fuoco aiuta nel momento in cui non si ha dimestichezza (per l’utilizzo in questo genere) di valide alternative manuali o se non si ha ancora voglia di affrontare i soggetti standogli attaccati.
Mi sono trovato bene sia con la messa a fuoco manuale (precisa ed efficace) che con quella automatica che m ha sbalordito.

Matrimonio disinteressato – 55mm – 1/250 – F8.0 – ISO400

QUALITÀ
I file esportati (tutti scattati in formato RAW) sono di indubbia qualità, ma per “qualità” intendo parlare della qualità costruttiva che di realizzo che mi ha stupito.
Costruttivamente l’ottica mi ha dato l’idea di solidità (che comunque si ha con qualsiasi standard produttivo di Fuji) con la cura anche estetica che va a dare un apporto molto gradevole anche alla vista, se pur le dimensioni poco contenute.
Inoltre devo dire che il bilanciamento non è solamente estetico e costruttivo, ma anche da un punto di vista di baricentro, che conferisce all’ergonomia una marcia in più.

Si parla di qualità anche nel momento in cui si va a toccare il tasto della tropicalizzazione. L’unica guarnizione accessibile sia visivamente che con contatto è quella dell’anello di chiusura tra ottica e corpo macchina che al tatto è molto più solida e morbida di altre con le quali mi sono confrontato. Questo sicuramente dovrebbe (dico dovrebbe perché non è il mio campo ma vado a idea) dare una quasi fusione evitando agli agenti atmosferici di entrare. Suppongo che tutti gli oring e guarnizioni interni siano curati allo stesso modo.

Light – 24mm – 1/125 – F9.0 – ISO400

Ho avuto però l’impressione che, utilizzando l’otturatore elettronico, la messa a fuoco risultasse più lenta e meno incisiva. Mi riservo di approfondire questo aspetto (che per me e per il mio lavoro, ad oggi è marginale in quanto utilizzo solo ed esclusivamente l’otturatore meccanico).
Devo essere certo che questa sensazione sia vera e che comunque non sia da attribuire all’ottica, ma magari al corpo macchina.

Concludendo, tenendo conto del rapporto qualità prezzo di quest’ottica (che sarà venduta al prezzo consigliato di 1.199 euro) ritengo di poter affermare senza nessun dubbio che ci troviamo di fronte ad un’ottica professionale, di facile accesso anche agli amatori e che può dare soddisfazioni ottiche, estetiche e funzionali.

Mi riservo nei prossimi giorni di fare una identica prova, con gli stessi medesimi tempi e parametri ma anche di sera, in modo da avere una totale informazione su quest’ottica.

2 comments

  1. Grazie infinite per queste prove e commenti Angelo, prove prezione. Se per caso ti capita in mano una copia della rivista Progresso Fotografico di questo mese, ci sono le prove del rumore di molte macchine fotografiche. Io ho la XPRO-1 con 10-24 e 18-135, e ne sono molto contento, ma ho anche le Canon, la 5D M-III con il 24-70 che hai nominato (la prima serie), ecco questa, secondo la rivista è molto meglio nel contenimento del rumore digitale, specie nelle alte sensibilità, sempre tenendo conto nei confronti della XPRO-1, può essere che la XT1 sia nettamanet migliore, non lo so, tu che mi sai dire?
    Mi hai comunque convinto, all’uscita della XPRO-2, se il prezzo me lo permetterà, farò il pensiero di abbinarci il 16-55, ma poi come collimo con il 10-24 o ancora con il 18-135……!?!?!? Risolvimi questi dubbi tanto abbiamo tempo🙂 Buone e serene giornate a Tutti. G

    • Ciao Giuliano,
      intanto grazie per il commento e per aver letto l’articolo.

      La X-Pro1 è una validissima macchina ancora oggi, anche se datata per l’avvento tecnologico che ci costringe a corse iperboliche per rimanere al passo con i tempi.
      C’è da dire però che la tenuta in ISO della X-T1 è veramente sorprendente, non dando segni di cedimento alla grana fino a 6400ISO.

      Non ho notizie in merito ad una X-Pro2, ma sicuramente sarà molto evolutiva rispetto alla sua precedente macchina, visti i tempi.

      Per un uso professionale, se si vuole rimanese all’interno della triade delle reflex allora è consigliabile avere un 10-24mm, 16-55mm e 50-140mm.
      È pur vero che (se pur non con un F2.8 costante) il 18-135mm è un validissimo strumento anche per i professionisti.

      AF

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